Cortona, 22 ottobre 2017 - "Un uomo che vive fino in fondo il suo rapporto con la terra". Una motivazione impegnativa ma quanto mai veritiera. E così  Stefano Amerighi sale agli onori della critica di settore distinguendosi come miglior vignaiolo 2018. Ad incoronarlo ci pensa una guida con la G maiuscola. E’ la “Vini d'Italia 2018” di Gambero Rosso che inserisce l’imprenditore nell’ambita sezione dei premi speciali che celebrano vini, aziende, filosofie meritorie di un riconoscimento in più. 

“Un premio inaspettato – commenta Amerighi – di cui sono davvero molto felice. Rimango sempre piacevolmente sorpreso di come la critica accoglie il mio lavoro”.

Passione, conoscenza del mondo del vino e soprattutto biodinamica sono le parole chiave del successo dei vini della sua azienda.

“Quando mi sono avvicinato, nei primi anni del 2000, ai vini naturali mi additavano quasi come un pazzo e un visionario – racconta Amerighi - oggi, invece, posso dire di aver fatto parte di una generazione di rivoluzionari che hanno deciso di vivere il rapporto con la terra in una chiave diversa, che è diventato anche un modello sociale”.

Una passione quella di fare vino che è cresciuta in famiglia grazie al nonno che lo produceva alla maniera “tradizionale”. Dopo gli studi in scienze politiche ha deciso di assecondare la passione per la viticoltura e agli inizi del 2000 ha acquistato dei terreni in località Poggiobello di Farneta. “La folgorazione è arrivata grazie all’esperienza sul campo che mi sono fatto a metà degli anni ’90 lavorando a fianco dei proprietari dell’azienda  Poggierellino.  Dal 2002, anno in cui ho piantato le prime barbatelle (un'attenta selezione di cloni di syrah scelti nella Valle del Rodano) al 2008 ho vissuto in maniera totalizzante per questo lavoro, al limite del maniacale. Poi ho conosciuto l’amore ed è nata anche mia figlia (che adesso ha 7 anni e si sta appassionando al lavoro in vigna!) e ho trovato il giusto compromesso che mi ha permesso di far crescere l’azienda secondo i dettami che mi ero prefissato e inanellando una serie di incontri fortunati in giro per il mondo”.

Oggi il vino di Stefano Amerighi, un syrah in purezza nella migliore della tradizione del Cortona Doc, è riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Il Syrah 2014 ha anche ricevuto i "3 bicchieri" Gambero Rosso.  L'annata 2014 è raccontata da Gambero Rosso come "un vino magnetico cui serve ancora del tempo di aprirsi. I profumi ballano e volteggiano, colpiscono per gli elementi fruttati maturi, ribes, ciliegia e mora, e poi per gli eleganti ricami speziati. La bocca è coerente, tridimensionale, sapida e rinfrescata da una bel sottofondo balsamico. Polpa e lunghezza invidiabili, sempre al servizio del sorso". 

La sua scelta, che consiste in una lavorazione del terreno scandita dalle fasi lunari e planetarie con l’aggiunta di preparati biodinamici per vivificare la terra ed evitare tutte le concimazioni lavorando pochissimo il vino senza correttivi, è studiata e presa ad esempio.  

Ogni anno Stefano ospita nella sua azienda gruppi di stagisti provenienti dai corsi di enologia di Firenze, Pisa e dell’Alto Adige, oltre che dalla Francia con cui vive un’esperienza di studio e di confronto. “Per me il rapporto con gli studenti rappresenta un arricchimento personale e non un elemento di disturbo”.

Amerighi ha deciso di dare gambe ad un progetto più ampio, cioè quello di rendere l'azienda un laboratorio sulla sostenibilità agricola, attraverso la coltivazione dei cereali, degli ortaggi e dei frutti fino all'allevamento degli animali in particolare della chianina.

Laura Lucente