Arezzo, 31 gennaio 2018 - Ha gli occhi gonfi di pianto Laura Del Tongo, gli occhi di qualcuno che sta vivendo un incubo, mentre parla della sua delusione, dei dipendenti che sono stati colpiti da quella notizia come un pugno in pieno volto, di «qualcuno che ha pianto» quando gli è stato detto che la storia di quella gloriosa fabbrica era finita. Si stringe nella spalle quando le si domanda cosa accadrà adesso: «Ce lo dicano i commissari ...», risponde laconica.

Anche Giulio, uno dei dipendenti, è deluso. Lavora alla Del Tongo da circa sei anni. «La notizia del fallimento è stata una pugnalata. La procedura di concordato andava avanti da anni, la situazione era in bilico, ma non ci aspettavamo questo epilogo ieri».

Tuttavia, non sembra esserci acredine nei confronti della proprietà: «Sappiamo che hanno fatto tutto quello che era possibile fare per salvare l’azienda». Non si spinge a dire che la sentenza di fallimento poteva essere evitata ma rimane l’incredulità per una decisione che è arrivata quando nessuno se lo aspettava.

La «pugnalata» ha colpito sessanta persone e un territorio già pesantemente provato. Se ne rammarica anche uno storico dipendente, Paolo Abetoni, vice allenatore della squadra di ciclismo che ha fatto sognare l’Italia: «Ho lavorato alla Del Tongo dal ’71 al ’91, allora si andava a gonfie vele – spiega, – avevamo vinto il Giro d’Italia, tutta un’altra atmosfera. Fa effetto pensare che quella azienda sia fallita, sinceramente non so cosa dire. Da quando c’ero io è passata una generazione, le cose sono cambiate, non è più quel mondo, non c’è da dare colpe a nessuno. Dispiace, per l’azienda e per il territorio».

Ed è rotta dal pianto anche la voce di Pasquale Del Tongo, il fondatore dell’azienda insieme al fratello Stefano (scomparso nel settembre 2016), si incrina quando lo chiamiamo al telefono: le lacrime corrono agli occhi, preferisce passare il telefono alla figlia. Non se la sente di dire nulla, per lui, è un colpo devastante. Dopo tantissimi anni, molti di splendore, il declino inesorabile. Laura lo dice, il padre lo fa capire. La Del Tongo oltre che come azienda, è salita alla ribalta per tanto tempo per la squadra di ciclismo, una delle più prestigiose a livello mondiale dal 1982 al 1991.

Uno dei corridori più forti della formazione aretina è stato Franco Chioccioli, unico atleta della provincia di Arezzo a vincere il Giro d’Italia, proprio nel 1991, capolinea della Del Tongo nel ciclismo. «Sono molto addolorato per il fallimento della Del Tongo, un’azienda storica del territorio aretino e che ha vissuto momenti straordinari. Sinceramente, come tutti, sapevo delle difficoltà che c’erano negli ultimi anni, dovute a tanti motivi, anche se ovviamente non posso conoscere i dettagli. Mi dispiace molto per la famiglia e per i dipendenti» - dice il Coppino, che compirà 59 anni il prossimo agosto