Perplessità dopo aver visto le carte dell'azienda. Ora a fianco del patron Chimet restano solo gli Zucchi e gli indiani
Arezzo, 1 febbraio 2012 - E alla fine Squarcialupi restò solo. Nell'asta per UnoAerre, intendiamo, visto che dopo Swarosvki pare intenzionato a ritirarsi dalla gara per l'acquisto del colosso di San Zeno anche la Richline del supermiliardario americano Warren Buffett. Il che lascia al patron Chimet quasi campo libero: con lui restano in lizza gli Zucchi, che hanno presentato una loro offerta, e la cordata indiana.
I dubbi degli americani, che la Nazione aveva anticipato qualche giorno fa quando aveva annunciato la rinuncia di Swartovski, sono confermati adesso in un comunicato stampa a firma aretino dall'amministratore delegato di Richline, Dennis Ulrich: ci tiriamo indietro, dice in sostanza, perchè dopo aver visto i numeri dell'azienda non abbiamo ancora un quadro completo della situazione. Ulirich parla di una possibie collaborazione commerciale in futuro, ma siamo di fronte appunto a cose che verranno, non dell'attualità.
Del resto, il raffreddamento di Richline era evidente già da qualche settimana, come anche la Nazione aveva sottolineato. I pragmatici americani fanno fatica a capire le bizantine procedure italiane, comprese quelle economiche. Era tramontata così l'ipotesi di un'alleanza con Squarcialupi per l'acquisto in cordata della UnoAerre. Anche perchè c'era una questione di catena di comando, con gli americani che non obbediscono a nessuno e il patron Chimet che è abituato a fare il padrone in casa sua.
I tempi per l'asta UnoAerre sono fissati all'8 febbraio, fra una settimana. Per allora dovranno essere formalizzate le offerte e solo allora si saprà se Richline e Swarovski si saranno effettivamente tirati indietro come pare scontato in questo momento. Per Squarcialupi potrebbe significare più facilità nel diventare anche formalmente padrone dell'azienda di cui è amministratore delegato da un anno e mezzo. A meno che gli Zucchi e gli indiani non ci mettano lo zampino.