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Distretti, l'oro si risveglia Ripresa delle esportazioni Tiene il settore moda

La Francia mercato leader

Il terzo trimestre dei distretti toscani segnala una ripresa delle esportazioni di poco inferiore al 10%. L'oreficeria segna un +31% sul mercato francese, mentre riparte il mercato arabo

Oro e gioielli (Reuters)
Oro e gioielli (Reuters)

Arezzo, 24 gennaio 2012 - Nel 3° trimestre del 2011 le esportazioni dei distretti tradizionali toscani hanno registrato una buona evoluzione, sperimentando una crescita di poco inferiore al 10%, mentre si è mantenuto in positivo anche il polo farmaceutico, che esce dalla fase di contrazione che aveva caratterizzato la fine del 2010 e l’inizio del 2011.

La Francia, primo mercato di sbocco, si è confermata uno dei motori delle esportazioni dei distretti tradizionali toscani, mantenendo un ritmo di crescita a due cifre (+12,4%) anche nel 3° trimestre. Tra le filiere è sempre quella dei beni di consumo del sistema moda (pelletteria e calzature di Firenze in primis) a trainare i buoni risultati della Toscana, seguiti dagli intermedi dello stesso settore.

Alla tenuta della pelletteria fiorentina e al lieve miglioramento di Arezzo - sia tessile e abbigliamento - fa da contraltare il brusco rallentamento registrato dagli altri tre distretti toscani del sistema moda a maggiore vocazione internazionale: tessile e abbigliamento di Prato (+4,8%), concia e delle calzature di Santa Croce sull’Arno (6,1%) e abbigliamento di Empoli (7,3%). Sono questi, in estrema sintesi, i principali risultati che emergono dall’8° numero del Monitor dei Distretti della Toscana di Carifirenze, curato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Migliora lievemente la performance sui mercati esteri del distretto dell’oreficeria di Arezzo, grazie soprattutto al boom di vendite sperimentato nel 3° trimestre sul mercato francese (+31,5%) ed al ritorno in territorio lievemente positivo negli Emirati Arabi Uniti, paese dove l’oreficeria aretina continua tuttavia a scontare gli elevati livelli raggiunti nel 2010.

La crescita delle esportazioni
sperimentata nei mesi estivi appare tuttavia in rallentamento, confermando gli effetti di un graduale peggioramento della congiuntura internazionale, proseguito anche nell’ultimo scorcio del 2011. Sarà sempre più difficile, pertanto, per le imprese del Made in Tuscany mantenere i ritmi di crescita registrati nei primi nove mesi dell’anno, cercando di compensare attraverso i mercati esteri la debolezza della domanda interna, attesa peggiorare ulteriormente nel 2012.

Sotto questo punto di vista preoccupa soprattutto la situazione dei distretti del mobile toscani (e di Quarrata in particolare) che faticano a trovare nuovi sbocchi commerciali sui mercati più dinamici, sperimentando una evoluzione più lenta delle esportazioni rispetto a quanto registrato nelle altre realtà distrettuali del settore a livello nazionale.

In questi distretti, inoltre, anche nei mesi più recenti sono aumentate le ore di CIG sia straordinaria che in deroga, a segnalare la sofferenza di un tessuto produttivo costituito principalmente da piccole e piccolissime imprese, più in difficoltà nell’attuare le strategie di upgrading qualitativo, potenziamento delle fasi di comunicazione e distribuzione e di diversificazione dei mercati di sbocco che appaiono sempre più importanti nello scenario competitivo emerso dalla crisi.

Nel caso dell’oreficeria di Arezzo risultano in crescita anche le ore di CIG ordinaria, data la particolare situazione del settore, stretto tra i forti incrementi dei costi delle materie prime preziose, la debolezza della domanda sulle fasce basse del mercato dove è maggiore la concorrenza dei paesi emergenti.

 


 

redazione

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