Cortona, 23 novembre 2017 - La moda italiana le deve molto e anche Arezzo.Tra le grandi storie di donne che più rappresentano il genere femminile non poteva non esserci anche lei. Imola Giramondi, al secolo Mimmina, salirà sul palcoscenico del teatro Signorelli di Cortona domani sera alle 21 in occasione della quinta edizione del Premio internazionale Semplicemente Donna per ritirare il riconoscimento speciale della categoria “Una Vita per le Donne”. 

Estro, creatività, eleganza, ma soprattutto determinazione l’hanno portata lontana aprendole le porte dei più prestigiosi showroom del mondo da Parigi a Londra, da Madrid a Tokio, da Francoforte a New York. Non solo imprenditrice illuminata ma anche donna attenta alle donne.

Dai primi anni ’60 l’azienda di Badia al Pino ha sfornato non solo capi di abbigliamento di qualità e alla portata di tutte le tasche ma, un esercito di giovani donne, forti ed emancipate.

Il suo era un rapporto di collaborazione schietto e sincero con le dipendenti.  In un periodo in cui in tutte le aziende prolificavano le agitazioni sindacali, Mimmina Confezioni non ha mai avuto un giorno di sciopero aziendale. In molte le riconoscono il merito di aver dato di aver dato la possibilità a tante di svestire i panni della casalinga per crearsi un’occupazione che le avesse rese più indipendenti, più consapevoli delle loro capacità e dell’importanza di essere donne. Imprenditrice, ma anche moglie e madre di famiglia comprende le difficoltà che ogni donna che lavora deve affrontare per coniugare lavoro e famiglia. Lo stesso presidente Pertini la definì una “donnina di un metro con un carattere ed una tempra pari a quella di un leone”.

Una delle scelte che l’hanno resa precursore dei tempi moderni è stata quella di interrompere la produzione il sabato per consentire di trascorrere più tempo in famiglia.  Gli organi sindacali avrebbero raggiunto questo traguardo solo dopo alcuni anni.

La sua carriera ha inizio nel 1953 quando a Firenze tra l’indecisione di acquistare libri per diventare ragioniera o maestra con un prestito di 40.000 lire decise di acquistare stoffe per intraprendere la carriera di stilista. I primi lavori sono prodotti in via Crispi tra le mura di casa sua, poi l’attività cresce con 40 dipendenti e si trasferisce in via Niccolò Aretino. La scalata al successo arriva con la grande produzione che mette a punto nella sede storica dell’azienda a badia al Pino dove arriva a creare uno staff di 700 dipendenti. L’attività viene portata avanti fino al 1996 allargando gli orizzonti anche a profumi, gioielli, scarpe, borse, occhiali, ombrelli.

Mimmina ha sempre avuto a fianco il marito Azelio Rachini oltre alla figlia Donella e al genero Ettore Catalani.

Sul palcoscenico del Signorelli rappresenterà l’esempio della buona imprenditoria Made In Italy e di impegno sociale. Insieme a lei, per questa quinta edizione del premio ci saranno altrettanto importanti donne dalle storie personali e professionali forti: il Premio Nobel per la Pace Leymah Gbowee, il Premio Sakharov Lamya Haji Bashar,  Lidia Vivoli,  Barbara Stefanelli, Maria Teresa Lamberti, il Progetto After di Actionaid e  Marina Spadafora. Per la prima volta anche un uomo, il Console Generale della Repubblica Federativa del Brasile Afonso Alvaro de Siqueira Carbonar, da sempre impegnato sul fronte dei diritti civili e nella lotta alla violenza di genere.

Laura Lucente