AREZZO 29 LUGLIO 2015 - PER LA PRIMA VOLTA un ministro ha fatto visita all'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano. Dopo trent'anni dalla sua fondazione. Un incontro storico. E così ieri alle 15 Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha varcato la soglia dell’Archivio dei diari. Per la prima volta nella storia, dunque, un titolare del dicastero della Cultura ha potuto toccare con mano il vasto patrimonio autobiografico della fondazione, valorizzando con la sua presenza istituzionale l’incessante lavoro del personale archivistico, che negli anni ha salvato dalla distruzione e dall’oblio oltre 7000 tra diari, memorie e lettere scritti da cittadini italiani.

Franceschini ha visitato il “Piccolo museo del diario”, itinerario esperienziale che conduce alla scoperta di alcune tra le testimonianze “storiche” conservate in Archivio, e si è immerso nella lettura dei documenti originali. Il ministro si è soffermato a leggere e ad ascoltare lo storytelling dei testi risalenti alla Prima e alla Seconda guerra mondiale, ma anche di alcune tra le scritture più recenti giunte in archivio, che raccontano la vita delle persone comuni dei giorni d’oggi.

Tra i temi di dialogo con gli esponenti dell’Archivio dei diari, c’è stato proprio quello della contemporaneità e delle modalità di trasmissione della memoria nell’era digitale "una memoria che non deve andare perduta" ha detto. Franceschini ha riconosciuto il grande valore del lavoro che l’Archivio ha svolto per trent’anni, e che continua a svolgere in questa lunga fase di passaggio dall’uso della carta e dell’inchiostro, al presente e futuro del digitale. Un futuro che passa anche attraverso le prospettive di consolidamento dell’attività della fondazione e l’apertura a nuove forme di collaborazione, anche con il Mibact.