di SILVIA BARDI

VIVIAN MAIER faceva la bambinaia a Chicago e nel tempo libero amava fotografare, prima con una Kodak di cartone da 1 dollaro poi con una Rolleiflex 6x6 con cui ha raccontato oltre 20 anni di storia americana. Amava ritrarre le persone da molto vicino e tutti glielo hanno lasciato fare. E lasciava la sua personalissima firma in quegli scatti, o l’immagine riflessa o l’autoritratto. Quarantamila scatti quasi tutti rimasti nei rullini, mai sviluppati, trovati per caso in un mercatino dell’usato da John Maloof che si è occupato di pubblicare alcune foto diventate famosissime. Ora per la prima volta in Italia settanta scatti della fotografa diventata famosa solo pochi anni prima della sua morte, provenienti dal Fondo Francese Vivian Maier, saranno esposte alla Galleria Imago a Palazzo Sacchi in via Vittorio Veneto dall’8 dicembre (alle 18) al 7 gennaio nella mostra «Dans le miroir». Scatti fatti dalla «tata di Chicago» durante il suo viaggio in Francia negli anni ’60 a Saint-Bonnet- en-Champsaur, scatti rari perché sviluppati su carta dalla stessa artista.

«Ogni volto, ogni dettaglio, ogni luogo vengono ritratti con la stessa forza di un pungo allo stomaco – spiega la curatrice Fanny Raspini – una voce femminile rude e forte con un’enorme curiosità verso l’altro e verso sé stessa. Non dimentichiamo infatti che in molti suoi scatti compare direttamente lei. Riflessa su una vetrina, allo specchio oppure con la sua ombra».

«SCOPO dell’associazione – hanno spiegato Antonio Losco e Paolo Menchetti di Imago – è valorizzare la fotografia come forma d’arte ed espressiva, cerchiamo di insegnare a fare foto artistiche». Ma la mostra sarà ricca di eventi, il primo proprio il giorno dell’inaugurazione venerdì 8 dicembre alle 21 con lo spettacolo teatrale di e con Roberto Carlone (Banda Osiris) «Gli occhi di Vivian Maier»: «una dichiarazione d’amore per questa donna – ha sottolineato Carlone – un racconto tra videomapping, fotografia e musica alla scoperta del mondo di Vivian Maier esplorandone soprattutto il lato umano e la sua poesia».