di SILVIA BARDI

Arezzo 8 dicembre 2017 - GIRAVA per la Francia in bicicletta, da sola, con la sua macchina fotografica Rolleiflex. Siamo negli anni ’50 e li si chiamava Vivian Maier. Ne ha scattate a migliaia di foto, e quasi tutte sono rimaste nei rullini mai sviluppati. Ha lasciato un tesoro ritrovato per caso in un mercatino dell’usato ed è subito diventata un mito della fotografia. Autodidatta, ha raccontato vent’anni di vita francese negli Champsaur, e di vita americana, a Chicago. Un tesoro fatto di volti sorridenti, gente semplice di campagna e di montagna, uomini, donne, bambini, alcuni ancora viventi. Ora li possiamo vedere esposti per la prima volta in Italia nella galleria Imago a Palazzo Sacchi in via Vittorio Veneto, ottanta scatti tra inediti, alcuni sviluppati dalla stessa fotografa in una camera d’albergo di Chicago, altri daAmédée Simon che incontrò la giovane Vivian durante la sua vacanza, altri provenienti da una collezione privata. Oggi alle 18,30 l’inaugurazione della mostra curata da Fanny Raspini con i responsabili dell’associazione «Vivian Maier et le Champsaur» Gaston Gay e Marie Hugues: «sono ritratti di persone che ti guardano negli occhi, sorridenti, sorpresi da questa donna che arrivava in bicicletta per fotografarli. Quando li esponemmo per la prima volta a Saint Julien la sala si riempì di gente per vedersi in foto e riconoscere chi c’era – spiegano – ha dato un volto a gente che non avrebbe mai lasciato traccia di memoria». Donne sulla porta di casa, uomini al lavoro nei campi, famiglie, per tutti uno scatto solo, già perfetto.

E CHISSÀ quali storie dietro a quei volti. Proprio stasera l’attore Roberto Carlone alle 21 metterà in scena lo spettacolo teatrale «Gli occhi di Vivian Maier», partendo dalle foto racconterà il mondo di Vivian, i suoi incontri, immaginando storie e pensieri tra videomapping, fotografia e musica.

E fino al 7 gennaio da Imago in mostra anche le foto dei soci dell’associazione e le riproduzioni dei disegni di Cinzia Ghigliano tratti dal libro «Lei. Vivian Maier» che ha ricevuto il Premio Andersen 2016 come miglior libro fatto ad arte.