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"Battaglia di Anghiari" nel Palazzo dei 500 Renzi sospende i lavori

Con una lettera polemica al ministro della cultura

"Se ha paura ad autorizzrae ciò che viene autorizzato costantemente in tutti i restauri del mondo aspetteremo che cambi il governo", ha scritto Renzi

Le ricerche della Battaglia di Anghiari
Le ricerche della Battaglia di Anghiari

Arezzo, 14 agosto 2012 - Il grande mistero che ruota intorno al capolavoro di Leonardo "La "Battaglia di Anghiari", per il momento rimarrà tale. Sembravamo ad un passo dalla sua risoluzione, invece il sindaco Renzi ha sospeso le ricerche

Il "nero" della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci stava affiorando e lo stava facendo dall'affresco del Vasari. Ne erano convinti i ricercatori che, sostenuti dal National Geographic, lavoravano da alcune settimane nel salone dei Cinquecento di Firenze per ritrovare resti della 'Battaglia di Anghiari'.

Il risultato più sorprendente, spiegava l'ingegner Maurizio Seracini, è dato dal pigmento nero che, a causa della sua composizione chimica, può essere ricondotto alla Gioconda di Leonardo. "Abbiamo focalizzato l'analisi su questa componente nera - ha spiegato Seracini - e abbiamo visto che è l'insieme di due colori neri, una terra d'ombra e una componente pronunciata di manganese che si può associare a pirosite".

Le sonde avrebbero percepito la presenza di un vuoto dietro la parete. Sembrerebbe che Giorgio Vasari ristrutturando il Salone dei 500 volle salvare proprio il muro su cui Leonardo lavorò al suo capolavoro incompiuto.

Altre tre prove a supporto dell'ipotesi che vi siano resti della 'Battaglia di Anghiari', sarebbero forniti da tracce di lacca rossa, uno strato beige, dipinto a pennello, e l'esistenza di un vuoto dietro la parete dipinta da Vasari. Per questo, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, comunica di voler trovare un accordo col ministro della Cultura, Lorenzo Ornaghi, per il prosieguo delle ricerche.

"Dimostrato che la battaglia d'Anghiari c'è, chiedo al Governo di autorizzarci a verificare le condizioni in cui è. E tirarla fuori". Era l'appello che il sindaco di Firenze lanciò su Twitter. "Chiederemo ufficialmente al ministero dei Beni culturali le autorizzazioni per rimuovere le aree dove nell'Ottocento e nel Novecento sono stati effettuati interventi di restauro sulla battaglia di Scannagallo - spiegava Renzi -. Questo ci consentirebbe di non toccare il lavoro del Vasari e di avere una fotografia della Battaglia di Anghiari di Leonardo più precisa di quelle ottenute finora, verificando al contempo anche le sue attuali condizioni di salute''.

I lavori erano partiti. Sembravamo ad un paso dalla risoluzione di uno dei più grandi misteri della storia dell'arte. Invece i ponteggi sulla parete est del Salone dei Cinquecento saranno tolti quanto prima. E' proprio Renzi ad averlo deciso e a comunicarlo con una lettera dai toni polemici al ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. 

"Se ha paura ad autorizzrae ciò che viene autorizzato costantemente in tutti i restauri del mondo aspetteremo che cambi il governo", ha scritto Renzi.

Da tempo il sindaco avrebbe chiesto l'attivazione della seconda fase della ricerca, che prevedeva nuovi fori sulla parete e uno strappo dell'intonaco. L'ok della Sovrintendenza era arrivato condizionato dal fatto che non si effettuassero nuovi fori. Condizionamento considerato inaccetabile da sindaco e da ricercatori.   

G.P.

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