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Musei snobbati nonostante Piero
che da solo vale il 60%

Meno presenze in cappella Bacci, piccolo aumento al medievale ma su cifre minime. Boom Vasari dopo il caso-archivio

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Affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo (Foto Cristini)
Affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo (Foto Cristini)

Arezzo, 4 febbraio 2010 - La punta di diamante resta la Cappella Bacci. Gli affreschi di Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco sono una "benedizione" per il turismo museale aretino visto che coprono oltre la metà delle presenze turistiche nei nostri scrigni dei tesori. E’ questo il primo dato che salta all’occhio facendo un viaggio fra i numeri, le percentuali e le differenze da mese a mese delle visite nei musei aretini che complessivamente nel 2009 hanno staccato 108.695 biglietti (fra paganti e non paganti) con un incremento del 4 per cento rispetto al 2008. Poca roba, si dirà, ma in tempi di crisi gli addetti ai lavori si dichiarano persino soddisfatti. Certo si accontentano, perchè le cifre non sono comunque da capogiro.

 

Facendo una media mensile si parla di 298 visitatori al giorno divisi tra Cappella Bacci, Museo Medioevale e Moderno, Museo Archeologico, Casa Vasari e Casa Bruschi. Questo secondo la "legge" Trilussa del mezzo pollo a testa, perchè poi la media esatta va dai 17 di Casa Bruschi ai 35 di Casa Vasari e Archeologico fino ai 20 del Medioevale. Affreschi di Piero sempre in testa, dicevamo, anche se con i suoi 69.209 visitatori hanno subìto un calo del 3 per cento rispetto al 2008 e di un buon 35 per cento rispetto all’anno d’oro 2001, quando al clou della pubblicità a livello internazionale dovuta all’inaugurazione del restauro del Ciclo della Leggenda della Vera Croce le presenze segnarono la quota, mai più raggiunta, di oltre 94mila persone in un anno. E il 2010 necessariamente, salvo recuperi in corsa, segnerà forse un ulteriore calo dovuto allo stop delle visite per manutenzione dal 27 gennaio al al 4 marzo. Fra le buone notizie, il 5 marzo è già tutto prenotato.

 

Ma come in tutte le cose, la pubblicità e la comunicazione sono il segreto del successo tanto che se la graduatoria del 2008 vedeva, in ordine di visite Cappella Bacci, Archeologico, Casa Vasari, Medievale e Casa Bruschi, l’anno scorso il secondo posto se lo è conquistato proprio Casa Vasari. Il motivo? Il caso dell’archivio venduto ai russi che ha impazzato sui giornali da ottobre a dicembre. Proprio questi mesi hanno fatto incrementare le visite del 24 per cento con punte eccezionali di 1146 persone a ottobre (976 nel 2008) e di 734 a dicembre contro le 422 del dicembre 2008. Inutile dire che forse ne avremmo fatto volentieri a meno di tutta questa campagna mediatica.

 

Stabile l’archeologico con 12.813 visitatori e una differenza di +3 per cento tra i due anni. Ma anche qui gli eventi fanno sentire il loro peso. L’apertura, prima di tutto, alle scolaresche con i laboratori, alle visite notturne e ai concerti organizzati in occasione della Settimana dei beni culturali, di "Amico museo" e delle "Notti dell’archeologia". Occasioni preziose che sono piaciute anche agli aretini accorsi numerosi, anche 250 a sera. Una strada sicuramente da proseguire. In crescita il Medioevale del 21 per cento tra 2009 e 2008 ma con un dato che fa riflettere. Intanto è da ricordare che dal 21 febbraio al 7 giugno il museo ha ospitato la grande mostra dei Della Robbia ma con un biglietto separato fra i due eventi.

 

E infatti a febbraio e marzo il museo ha quasi dimezzato le presenze rispetto al 2008 (solo 180 visitatori a febbraio su 354 e 597 a marzo su 956). Poi l’arrivo della primavera, con le gite scolastiche e con gli stranieri che costituiscono lo "zoccolo duro" nella bella stagione, ha rimesso le cose a posto riportando le presenze sopra la media. Comunque un errore non fare il biglietto unico all’interno dello stesso museo, anche in occasione di altre mostre.

Silvia Bardi

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