Arezzo, 16 giugno 2017 - Niente macroarea di Ubi ad Arezzo, sarà invece insediata a Roma. Di ieri la  comunicazione consegnata ai sindacati nazionali e aziendali per sancire appunto che sarà a Roma la MAT che gestirà le filiali di Toscana, Lazio e Umbria, una delle sette macro aree in cui sarà
suddiviso il territorio nazionale per la banca di Bergamo. Quaranta le filiali ec Bpel che dovranno chiudere mentre è aperta la partita delle direzioni territoriali.

Ma intanto dai nuovi vertici si aprono spiragli importanti. Il mantenimento di un presidio forte e strategico in città, il mantenimento di un centro direzionale in una regione dove le filiali dell'ex Bpel sono centrali. Mentre parte la trattativa sindacale che durerà circa 50 giorni su organici, filiali e nodi da sciogliere. Questo ha detto l'amministratore delegato Silvano Manella nel corso della giornata dedicata alle associazioni sportive giovanili che si è svolta nella sede di via Calamandrei. "Ad Arezzo - ha detto Manella - ci sarà un forte presidio e sarà ancor di più accentuato il legame con il territorio". Si va, ha fatto capire, verso l'individuazione qui di una direzione territoriale al cui interno troveranno spazio settori strategici.

Così la Fabi, il principale sindacato bancario: "Persa la partita per la macro area, se mai c'è stata una partita (questione che avrà bisogno di un necessario approfondimento e coinvolgimento delle istituzioni locali), c'è da capire ora dove saranno allocate le otto direzioni territoriali del centro Italia, se e quali lavorazioni e uffici rimarranno ad Arezzo, e dove sono state individuate le quaranta filiali BancaEtruria che dovranno chiudere; si parla di un quarto circa dell'attuale rete di sportelli. Non solo, c'è da capire quanti lavoratori del Gruppo Etruria, dei quattrocento previsti nelle tre banche acquisite, passeranno a UBIS - UBI Sistemi e Servizi, la società di information technology, logistica, sicurezza, acquisti e back office".

La comunicazione ai sindacati è il primo atto di una precisa procedura  sindacale che durerà presumibilmente tutta l'estate, una procedura corposa e
complessa, che disegnerà il futuro della banca - e delle sue aziende partecipate - in questa nuova realtà. " Oltre all'amarezza e alla delusione - prosegue la nota sindacale -  c'è molta apprensione per l'impatto che tale progetto avrà sull'occupazione, sugli esuberi (non esplicitati nel
dettaglio, né ben differenziati - nella lettera - tra aziende e aziende del Gruppo UBI), sulla mobilità del personale, sugli sviluppi professionali, sulle
economie dei territori storici. Per fortuna si parla anche di 878 nuovi ingressi di personale. Molta carne al fuoco, e molto ancora da capire e da sviscerare nei dettagli non appena inizieranno i primi incontri a Bergamo con la banca; e un grande punto interrogativo: Cosa resterà ad Arezzo di BancaEtruria? Cosa resterà in Via Calamandrei"?