Arezzo, 11 agosto 2017 - «Tre giorni al San Donato senza aria condizionata mentre fuori la temperatura saliva fino a 40 gradi». E’ la denuncia di Marta Bonci, ricoverata dal 2 al 5 agosto, i giorni più torridi di questa estate, nel reparto otorinolaringoiatra per un intervento alla tiroide. «Il reparto è sprovvisto di aria condizionata e lascio immaginare le condizioni dei pazienti ricoverati".

 "Di fronte alle mie lamentele e a quelle degli altri pazienti, il personale dipendente dell’ospedale rispondeva: «Reclamate voi perché noi non ci ascoltano». A mio modesto parere la cosa è molto grave, tanto più che in questo caso non è il malato che sceglie l’ospedale dove curarsi, ma è il sistema sanitario vigente a determinarlo". 

Immediata la risposta dal San Donato. «Siamo molto dispiaciuti, l’aria condizionata effettivamente manca. Ma questo perché nei primi tre settori dell’edificio, che ricordiamo essere una vecchia struttura che dopo trenta anni ha necessità di essere adeguata, non ne era stata prevista l’installazione» spiega Massimo Gialli, direttore del San Donato. «Ma nel corso degli ultimi anni abbiamo cominciato l’installazione degli impianti di aria condizionata dai piani più alti, quelli ovviamente più caldi. Oncologia, medicina, chirurgia, ortopedia ne sono già stati dotati. Gli impianti mancano ancora nei piani più bassi, come al secondo occupato, appunto, dal reparto di otorinolaringoiatra". 

"Ma è una mancanza che non abbiamo mai sottovalutato» continua il durettore. «Nel piano investimenti, con scadenza 2018, è previsto il complemento dell’installazione dell’aria condizionata dappertutto.  Si tratta di lavori assai complessi, che prevedono obbligatoriamente la chiusura dei vari reparti, che devono tenere conto del grande assorbimento che un apparato di questo tipo produce, e poi spese assai onerose e appalti con tempi biblici. Ma siamo sicuri che entro, massimo il 2019, il San Donato sarà dotato della sua area condizionata. Certo è che quest’anno siamo difronte ad un’annata straordinaria, un’estate che ha messo in difficoltà tutta la città. Coscienti di questo, intanto, abbiamo provveduto ad installare una trentina di pale ventilatori al piano terra per cercare di dare un minimo di refrigerio," conclude Gialli.