Arezzo, 31 dicembre 2017 - Arriva dall’azienda la nota ufficiale che conferma integralmente le nostre anticipazioni. «Il presidente del gruppo Aboca Valentino Mercati conferma la notizia riguardante il caso che ha coinvolto tre impiegati di livello intermedio dello staff aziendale. Gli addebiti contestati dall’azienda ai tre sono al momento truffa e spionaggio industriale. In particolare si tratta di quadri operanti all’interno del settore agricolo che a quanto risulta hanno sfruttato per propri fini fenotipi di piante selezionate dall’azienda e usufruito del network aziendale per commercializzare piante medicinali in Europa, nonché approfittato delle proprie posizioni lavorative per appropriarsi indebitamente di beni materiali utilizzati in agricoltura. Gli avvocati stanno lavorando per portare le carte in tribunale».

La nota prosegue con dovizia di particolati. «Mercati afferma che nonostante l’amarezza di tutta l’azienda nello scoprire l’accaduto, è contento della compattezza dimostrata dalla comunità aziendale anche nell’aiutare a far emergere il problema. La denuncia di quanto scoperto è stata condivisa con tutti i dipendenti durante la consueta assemblea di fine anno, secondo la filosofia di Aboca basata sulla trasparenza e sulla condivisione della vita aziendale, anche quando riguarda questioni critiche».

Aggiunge Mercati: «Si va avanti con il sorriso perché l’azienda è solida e piena di entusiasmo. Anche quest’anno cresciamo a due cifre in fatturato, con una redditività sempre crescente. Abbiamo in casa decine di brevetti e tecnologie esclusive e anche una truffa stimabile in qualche centinaia di migliaia di euro e la diffusione di qualche segreto industriale sono problemi ai quali possiamo fare fronte con serenità».

La conclusione di Mercati: «Il fatto sta soprattutto sul tradimento dei valori morali su cui Aboca si fonda più che sulle ripercussioni economiche. Ed è molto rassicurante per il futuro dell’azienda che i valori costitutivi di Aboca siano stati condivisi ed espressi anche in questa occasione con tutti i dipendenti. La legge farà il suo corso. Noi dal due gennaio torniamo a lavorare con forza e determinazione per continuare a far crescere un’impresa che lavora per il bene comune».

Aggiunge il patron a margine della presa di posizione ufficiale: «Ho visto gente piangere durante l’assemblea, ma voglio davvero tranquillizzare tutti, dal punto di vista economico non è successo nulla che possa cambiare la nostra rotta».