Arezzo, 20 marzo 2017 - C'è il commissario, non il commissariamento. Potrà sembrare anche paradossale, ma così è se vi pare, alla Pirandello. Sei Toscana, la società che gestisce il servizio di rifiuti, in odore di corruzione per l’appalto truccato grazie al quale avrebbe vinto la gara, non è ancora ufficialmente commissariata, come ha chiesto l’Anac, l’Authority anticorruzione di Raffaele Cantone, ma dall’Irpinia è già in arrivo Maurizio Galasso, uno dei tre uomini che prenderanno in carico l’azienda non appena (oggi) il prefetto di Siena, Armando Gradone, avrà firmato e notificato il relativo decreto.

Un lunedì (si riunisce anche l’assemblea dell’Ato, presieduta dal sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli), insomma, nel quale il management di Sei Toscana arriva all’appuntamento come il vitello a quello con il mattatoio: la decapitazione è certa, anche se il gruppo dirigente della società sarà l’ultimo ad averne notizia. Un po’ come se l’arrestato leggesse sui giornali che stanno per arrivargli a casa i carabinieri con le manette. Ma tant’è.

Ormai la sola curiosità è quella di sapere chi affiancherà Galasso nel difficile lavoro di ripulire un’azienda finita in pieno nella tempesta scatenata dalla procura di Firenze con l’inchiesta che è costata le manette all’ex direttore dell’Ato Andrea Corti e l’interdizione all’ex Ad di Sei Eros Organni nonchè al direttore di Siena Ambiente (già membro del Cda), Marco Buzzichelli.

L’ipotesi è appunto quella della gara truccata, della vittoria andata agli amici degli amici grazie alla rete di collaborazione che si era formata tra chi doveva gestire l’appalto (Corti) e chi partecipava (Organni per Sei Toscana). Il commissario senza commissariamento è l’effetto della clamorosa fuga di notizie che ha portato allo scoperto il nome di Galasso. In sostanza, pare di poter ricostruire che dopo averci pensato qualche settimana Gradone avesse deciso di rispondere favorevolmente alla richiesta di commissariare Sei Toscana firmata da Cantone. Perciò il prefetto deve aver preso contatto con i potenziali commissari, a cominciare da Galasso.

E qui qualcuno ha pensato bene di anticipare i tempi, facendo trapelare l’informazione alla stampa. Ecco dunque che giovedì i giornali irpini escono con la notizia di Galasso commissario. A Sei Toscana cascano dalle nuvole: ancora fino a venerdì sera, quando gli uffici chiudono per il fine settimana, nessuno aveva notificato il decreto che decapita la società. Nè risulta che qualcuno lo abbia fatto fra il sabato e la domenica.

In Prefettura, a Siena, l’imbarazzo è palpabile: non c’è niente di ufficiale, l’unica reazione informale alle indiscrezioni, che però non vengono smentite. Anzi, l’annuncio delle solite fonti ufficiose che oggi sarà il giorno clou suona come conferma indiretta. Certo, non è molto elegante e neppure molto in tono con lo stile che dovrebbe essere di un ufficio dello stato che i destinatari del provvedimento l’abbiano saputo a mezzo stampa, ma ormai quel che è fatto è fatto.

Nè sembra che Gradone abbia intenzione di fare marcia indietro, neppure sul nome trapelato, dopo una fuga di notizie che pare partire proprio dalla città di origine, Avellino, del designato. Galasso è una figura di rilievo dell’ambientalismo campano. Fondatore e deus ex machina del Wwf irpino, è stato membro della commissione per l’emergenza rifiuti presso la prefettura di Avellino, nonchè commissario della Gesenu di Perugia, altro incarico di nomina prefettizia. Ora tocca a lui sbrogliare la matassa Sei. L’inizio, magari, poteva essere migliore