Arezzo, 9 febbraio 2018 - E’ la pista di Twitter la più calda per rintracciare, dovunque sia e sempre ammesso che nessuno le abbia fatto del male, Susy Paci, l’aretina della quale da diciassette giorni non ci sono più notizie. Lì, sul social delle 140 battute, la scomparsa aveva conosciuto virtualmente il napoletano di 45 anni col quale ha poi trascorso la prima notte in albergo, prima di sparire, come inghiottita da un buco nero.

E lì, secondo le prime indagini informatiche, potrebbe aver lasciato le ultime tracce di attività via web, più che sugli altri due social di cui era un’affezionata frequentratice, Facebook e Instagram, dove i contatti paiono un po’ più remoti.

Di certo, se mai Susy dovesse collegarsi con uno dei suoi profili da un telefono qualsiasi, anche non quello già noto, la polizia postale, cui il Pm Elisabetta Iannelli ha affidato la delega di indagine in materia, sarebbe in grado di individuarla con un margine di errore di poche centinaia di metri. Lo stesso se dovesse accedere da un computer qualsiasi. Altra cosa, ben più complicata, se la scomparsa tornasse ad affacciarsi sui social con un profilo diverso e Pc o cellulari attualmente sconosciuti. Il lavoro di scavo della squadra mobile ha alcuni punti fermi.

Uno è Susy che finisce nel raggio di ripresa di una delle telecamere di sorveglianza della stazione di Arezzo, poco prima di prendere il treno per Napoli. Apparentemente nessuno le è accanto, il che lascia pensare che si sia allontanata, dopo aver lasciato l’auto, una Punto, parcheggiata nei pressi, le chiavi ancora dentro, di sua volontà, senza costrizioni. L’altro gancio è il pernottamento in hotel a Napoli, insieme all’amico «social», di 45 anni, la notte del 23 gennaio.

Anche in questo caso ci sono delle conferme oggettive: la testimonianza del portiere, che ha riconosciuto la foto, e la scheda ospiti che tutti devono riempire con i dati dei documenti d’identità. Sia Susy che il napoletano (qualche sito si è spinto a chiamarlo «amante virtuale») si sono registrati con i loro nomi.

Poi, la mattina dopo, dice il portiere, lui è sceso per primo, lei dopo una mezzoretta: ha fatto colazione e se ne è andata. Da quel momento, non ci sono altre tracce, anche se, secondo alcune indiscrezioni, l’amico avrebbe detto di averla riaccompagnata in zona stazione, a Piazzale Garibaldi, che a Napoli è come un porto di mare. Successivamente il cellulare di lei avrebbe agganciato una cella della provincia di Salerno, ma è un particolare tutto da confermare.

Fonti della Mobile partenopea spiegano che la polizia locale sta dando solo supporto logistico ai colleghi aretini in trasferta. Qui, in procura, c’è di sicuro un fascicolo «atti relativi alla scomparsa di...», quello appunto del sostituto procuratore Iannelli. Ma i pm dovrebbero aver emesso un decreto di sequestro di materiale informatico (fra cui potrebbe esserci il cellulare dell’amico) in cui si delineano due ipotesi di reato drammatiche: sequestro di persona e addirittura occultamento di cadavere.

Per adesso è solo una questione tecnico-giuridica necessaria per effettuare gli accertamenti, ma basta già a gettare un’ombra fosca. Perchè Susy non si fa viva, perchè non allenta la tensione di un marito, due figli, genitori e amiche? Lo fa per sua scelta o qualcuno glielo impedisce e peggio ancora? Nel black-out totale delle notizie, si agita il fantasma di un altro caso Guerrina. Lo scenario è ancora vago, la paura invece è palpabile.