Arezzo, 11 febbraio 2018 - L’amico a questo punto anche indagato ha fornito un solo vago indizio: Susy Paci mi ha detto che andava a Salerno a trovare qualcuno. Chi, come e dove è un mistero, sta di fatto che dal 24 gennaio Susy è stata inghiottita da un buco nero. Eppure, col chiasso che hanno fatto giornali, web e Tv è quasi impossibile che lei non sappia di come la cerchino ovunque.

O ha deciso di tagliare i ponti col passato o c’è qualcosa che non torna. Dagli scenari meno tragici al peggiore: un altro caso Guerrina. Per la mamma di Subbiano, insomma, non è «Sognando California», come suonava la cover dei Dik Dik. Semmai è incubo California, nel senso che Susy potrebbe essersi persa (o peggio) nei meandri dei tre giganti social (Facebook, Twitter e Instagram), con sede appunto sulla costa Usa del Pacifico, che lei frequentava assiduamente e da cui ora si aspetta qualche traccia utile.

Mentre la Mobile prosegue la sua caccia al fantasma con i metodi tradizionali, la polizia postale, si muove sul web. Lo fa forte dell’atto con il quale il Pm Elisabetta Iannelli, Pm titolare del fascicolo aretino, ordina l’acquisizione dai social americani di tutti i dati relativi alle chat di Susy. Facebook & C. hanno chiesto 5 giorni lavorativi per fornirli, se ne riparla a metà settimana.

E’ ovvio che «l’amante virtuale», come lo hanno definito i siti napoletani, è stato il primo ad essere tenuto d’occhio, ma non ha fatto un mezzo passo falso. E allora cosa è diventato quello che non è mai stato il «California dreaming» ma era almeno il sogno di Susy di rifarsi una vita, anche con qualche migliaio di euro accumulati nel suo lavoro di badante? E’ un sogno che continua, alle spalle della paura dei familiari, oppure ha generato mostri? La figura di lei continua a oscillare fra una Madame Bovary di Subbiano e un personaggio della Turandot: il mio mistero è chiuso in me. Se qualcuno quel mistero non lo ha volto in dramma, peggio in tragedia.