Arezzo, 19 giugno 2017 - Sono tornati in sede in un silenzio gelato, quasi quanto il risultato in piazza. «Ma non volevo applausi, so i non meritarli». Maurizio Carboni non si nasconde. "E' chiaro che questi risultati non ci soddisfano: è il momento di rifllettere e prendere le decisioni giuste".

La prima edizione del 2017 doveva essere una rivincita, invece è stata un’imbarazzante conferma. Il quasi 5 ma 4 di Vedovini e il 3 di Cherici fanno un punteggio finale modesto. Ma i cavalieri sono comunque confermati a settembre? «Lo sapete: in questo quartiere qualunque decisione si prende a mente fredda e al’interno del direttivo».

Oltre sulle decisioni non va. Certo l’anno scorso nelle stesse condizioni nessuno, e lui meno di tutti, metteva in discussione il ticket Vedovini-Cherici. Ora il quadro è in movimento. Dalla base biancoverde comincia ad alzarsi la richiesta di un cambiamento: non quello generazionale ma a questo punto tecnico. E Carboni, che la base la ascolta ogni giorno, non esclude niente. «E’ un momento delicato, delicatissimo».

Su un punto è categorico: «Non ho nessun dubbio sulla scelta di Formelli: e perfino in una notte amara non ho sentito una sola voce contro di lui». Enrico Vedovini ha lamentato un’eccessiva rigidità tattica: sono sempre io a tirare per primo, dice in sostanza, mentre gli altri si alternano secondo le situazioni. «Ci sono stati problemi nel quartiere a preparare la Giostra». Carboni anche su questo prende tempo. «Voglio parlare personalmente con lui».

Intanto i conti si rincorrono. Dal 2012, l’anno dell’irruzione in giostra dei fratelli terribili, Cherici ha corso 12 carriere: due sul 5, 9 sul 4 e una (quella dell’altra sera) sul 3. L’ultimo 5 in una carriera regolare è del settembre 2013, l’altro nei mitologici spareggi del 2015. Però la media è 4.

E Vedovini? Nello stesso periodo di carriere ne ha corse 16: sette sul 5 e 9 sul 4. Per una media del 4,4 e una frequentazione del bersaglio decisamente più alta,. E nella settimana di prove era stato per l’ennesima volta il migliore.

Quindi? Le ipotesi sembrano due: offrire a Cherici un’ultima chance a settembre o arrivare subito ad un clamoroso cambio di sella. In pole c’è fatalmente Francesco Rossi dettoI «Tallurino»: ha 25 anni e una spinta fatale verso il centro, anche se in gara, nel suo caso le prove generali, in 14 edizioni lo ha colpito una volta sola. Una sola, però l’ultima: e questo nella tempesta biancoverde suona come un colpo di mortaio.