Arezzo, 8 febbraio 2018 - L’erede di Maurizio Carboni somiglia maledettamente a Maurizio Carboni: anzi, è lui. Il rettore uscente si trasforma in rettore entrante, pronto ad allungare un regno sul quale il sole tramonta a fatica: è in sella dalla fine del 2007. Un ultimo anno al posto di Faliero Papini, poi tre mandati di fila. E un quarto che aspetta solo il vaglio delle elezioni.

La scadenza per le candidature Sant’Andrea l’ha piazzata a domani sera: ma Carboni è già rientrato ufficialmente sulla lizza.

Ma come, la scelta di smettere non era granitica?
«Sì, ma ho sempre creduto ad un motto: solo gli stupidi non cambiano mai idea».

E quindi avanti tutta..
«Ho deciso di portare fino in fondo il progetto partito un anno fa».

Cioè la scelta di Formelli come nuovo preparatore...
«Esatto, la scelta di un intero consiglio e che sono certo porterà i suoi frutti»

Ma di quel consiglio non resta quasi nessuno...
«Calma, non sarò il solo a ricandidarmi».

Riconferme? Tra i consiglieri in pista ci sono tra gli altri Chiara Gamurrini, Tiziano Poggini, naturalmente Mauro Dionigi, capitano in pectore, anzi pressoché sicuro. E tra gli altri in ordine sparso Acuti, Agresti, Duchi, Guerri.

Lei Carboni parlava di ferite personali profonde. Come le ha superate?
«Davanti alla richiesta accorata di parecchi giovani, che si preparano a prendere in mano il quartiere ma forse non erano ancora del tutto pronti»

Quindi si trasforma in «nonno»?
«No, ma a mente fredda ho capito che ad una staffetta può servire essere affiancata dall’esperienza di chi ha guidato il quartiere».

Resta un annetto e poi lascia?
«Calma: se mi ricandido è per un progetto, e quindi tre anni».

Ma le fratture nel quartiere sono sanate?
«Non esageriamo, sono realista. Non siamo a quel punto anche se sono sempre pronto a dare la mano a chi me la chiede».

Morale: muri contro nessuno ma quella mano lui non la chiede. E il fronte avversario? C’è chi assicura che Andrea Lanzi, il grande oppositore, (15 anni e 8 vittorie da capitano) finirà per presentarsi. Ma chi lo conosce sa bene che non andrà così. Tutto lascia pensare che non ci sarà il suo nome nella famosa scheda.

Poi si aprirà il rebus cavalieri. Vedovini indiscutibile, ma Cherici ha mollato. Certa la linea di andare avanti con un giovane. Il ballottaggio è tra Tommaso Marmorini e Francesco Rossi: la novità è che sono alla pari, il primo sembra aver colmato il distacco iniziale, pronto a giocarsela fino in fondo se non addirittura favorito. Una cosa è certa: uno dei due sarà titolare e per entrambe le Giostre, nessuna alternanza, scelta che non fa parte della tradizione. Mentre la vecchia guardia ha assicurato a Carboni che non lo mollerà, anche chi non si candida si è detto pronto a dare una mano.

Intanto sabato e domenica sarà Porta Crucifera ad andare al voto. I candidati? Matteo Bacci, Roberto Bacci, Alessandro Bartolini, Andrea Bidini, Alberto Branchi, Stefano Brandini, Thomas Cincinelli, Moreno Ciolfi, Andrea Fazzuoli, Maurizio Fazzuoli, Luca Fragalà, Alessandro Francoia, Gianluca Gnalducci, Francesco Nocentini, Gianmaria Nocetti, Alessio Pellegrini, Fulvio Pisini, Fabio Polvani, Rodolfo Raffaelli, David Sassoli, Federico Secchi e Andrea Seri.

Anche qui i giochi sono quasi fatti (Andrea Fazzuoli rettore e Rodolfo Raffaelli capitano) ma ora la palla passa alle urne. Un lavoro duro: a Sant’Andrea, ad esempio, ogni elettore potrà indicare dieci preferenze. Necessaria la matita di riserva.