Arezzo, 27 marzo 2016 - Arriveranno da Firenze per essere mandati in discarica o bruciati tra Arezzo, Siena e Grosseto. Sono i rifiuti che l’area fiorentina, quella denominata Ato Centro, non è in grado di smaltire, semplicemente perché al contrario di altri ambiti non ha impianti. Produce, ma non può smaltire. E così un accordo appena approvato dall’Ato sud prevede da qui al 2021 un quantitativo massimo di 100 mila tonnellate all’anno sia trattato nell’ambito dove Arezzo è protagonista, per un totale in sei anni di seicentomila tonnellate.

«E’ un accordo che risale ad alcuni anni fa – spiega l’assessore Marco Sacchetti - e ora rivisto, come dettato dalla regione con una recente delibera, data la costante emergenza dell’area fiorentina e in rispetto del principio di prossimità secondo il quale i rifiuti vanno conferiti agli impianti più vicini». Visto che l’Ato sud ha impianti capienti e discariche, la regione considera l’area adeguata a ricevere rifiuti dai vicini di casa. L’accordo stabilisce ovviamente delle tariffe di conferimento e i proventi andranno ad alleggerire la Tari.

Si parla di introiti che potrebbero arrivare a 5 milioni. L’Ato sud comprende Arezzo, Siena e Grosseto e gli impianti di termovalorizzazione sono quelli di Poggibonsi e di San Zeno, le discariche sono invece quelle di Podere Rota e Civitella Paganica. Non è ancora possibile sapere quante tonnellate verranno destinate a uno o all’altro impianto, la regola da rispettare è sicuramente la capacità massima di ognuno.

Ad esempio: San Zeno è autorizzato a incenerire 48 mila tonnellate, limite che è stato ultimamente raggiunto importando da fuori una quota di rifiuti. I vantaggi dal ricevere rifiuti prodotti in un’altra zona ricadranno in tariffa e comunque i comuni sede di impianto,ricevono annualmente un’indennità che per il 2016 è stata per Arezzo di circa 750mila euro.

Negli anni, secondo le stime, la produzione di rifiuti da incenerire dovrebbe andare a diminuire anche in virtù di una educazione maggiore alla raccolta differenziata. L’idea di un raddoppio dell’inceneritore di San Zeno è ormai lontana, si andrà invece quasi certamente verso un revamping dell’impianto per arrivare a un limite di 55mila tonnellate. Dovrebbe cambiare nel tempo anche la tecnologia di utilizzo del calore prodotto. Dalla produzione di energia elettrica si potrebbe virare verso diversi utilizzi meno dispersivi quali il teleriscaldamento.