Arezzo, 10 agosto 2017 - E alla fine piovve.  Giusto un accenno, in termini di durata, ma di notevole intensità. Pioggia, grandine e forte vento, tutto in pochi minuti, intonro alle 14. E poi la scomparsa del sole.  Che il tempo fosse pazzo lo avevamo capito, oggi ne abbiamo avuto la conferma con una delle «sfuriate» di un arrabbiatissimo Giove Pluvio. Così dopo giorni torridi, in cui la colonnina di mercurio ha raggiunto temperature mai viste, fino ai 42 gradi, la tanto sospirata pioggia, se pur in versione un po’ troppo violenta, è finalmente arrivata. Le previsioni, questa volta, lo avevano annunciato.

Pochi minuti, si diceva ma intensi, tanto da far surriscaldare il centralino dei vigili del fuoco, che non si era ancora raffreddato dopo i numerosi incendi degli scorsi giorni. Una parte della città per alcuni minuti è rimasta senza luce. Allagamenti, alberi caduti, oggetti che volavano. Nella zona di Poppi sono stati rovesciati cassonetti e piante. Un albero, nella rotonda tra lo stadio e Santa Maria delle Grazie è stato sradicato, in vari punti della città le piante hanno visto spezzarsi i rami. Insomma, dopo mesi, abbiamo avuto un assaggio di cosa è capace il tempo.

MA NON è certo questo rovescio, che è caduto a macchia di leopardo in provincia, a risolvere l’enorme problema della siccità. Di pioggia ne serve ben altra.