Arezzo, 19 marzo 2017 - Una crisi di crescita ai confini con l’esplosione. I dati definitivi delle iscrizioni spostano ancora più su la lancetta dei licei. Che escono dal «turno» di primavera più grandi e più grossi che pria. Fa un po’ eccezione il Classico ma solo per il rimbalzo negativo del Musicale,la sua costola più importante. Ma per il resto è una selva di frecce in su, anche in barba ai primi contraccolpi del calo demografico.

La vetrina, inevitabile, è per lo Scientifico. «Il Redi ha avuto un aumento del 40%: il più alto in provincia, uno dei più alti in Toscana». Parola di Roberto Curtolo, il provveditore che come promesso riprende in mano il volante dei numeri e delle aule. Perché a questo punto dietro il boom c’è l’allarme. «Vanno trovate soluzioni tampone perché allo stato attuale ci sono istituti che a settembre non avrebbero spazi per ospitare tutti gli studenti. Ma è urgente che la città adotti una linea per il futuro».

Punto e a capo: un breve ritorno ai numeri. Gli iscritti al Redi sono ulteriormente cresciuti a quota 446. E in crescita sono sia il Liceo Artistico, risalito a 234 debuttanti in prima, che il Colonna, addirittura a quota 192. Se ci sommi il classico scopri una quota di iscritti ai licei vertiginosa. Scivola un po’ più indietro, nei dati che il provveditorato ci fornisce, il Margaritone, a quota 118, resta l’aumento pur lieve del Buonarroti Fossombroni.

In termini di classi? «E’ chiaro che la situazione di sofferenza si concentra in particolare al Redi e in parte al Vittoria Colonna». Colonna che già attualmente gode di una fondamentale succursale all’ex Cadorna. La stessa palazzina nella quale lo Scientifico trasferirebbe volentieri le sue classi in eccesso. Potenzialmente gli spazi ci sono, c’è un piano ancora da sfruttare. Ma è anche una struttura del Comune sulla quale Palazzo Cavallo gia da tempo ha altre mire.

Quindi? La prima mossa sarà un vertice tra il provveditorato e la Provincia, fissato per il 24 marzo. «Comunque anche il dialogo con il Comune – spiega Curtolo – è avviato e sono ceto che se necessario non si tirerà indietro per contribuire a trovare una risposta». Certo il quadro complessivo è preoccupante.

Perché il Liceo Artistico è già da anni ai doppi turni. «E’ una risposta che poteva andare bene negli anni ’60, davanti ad un aumento demografico importante: sembra anacronistica ora». Anche perché la città intorno è organizzata sugli orari mattutini, dai trasporti al resto. «E’ chiaro che si tratta di impostare le linee per il futuro anche a medio termine: e in questo senso la soluzione del campus, spazi comuni per più scuole, diventa la più interessante».

Campus che il Redi aveva proposto in via Leoni e che lo stesso provveditore amerebbe vedere in centro. «Da uomini di scuola cerchiamo soluzioni, da cittadini abbiamo a cuore anche il centro storico». E l’emergenza non finisce qui. L’Itis conferma i suoi oltre 300 iscritti e aspetta da anni di poter completare la sua struttura, anche per restituire alla Usl gli spazi che occupa al Pionta. Scelte salate e da fare in pochi mesi. Con un pizzico di classe. O meglio ancora di classi.