Arezzo, 10 agosto 2017 - IL CENTRO storico? Una questione mai risolta, con al centro i parcheggi e le difficoltà per i residenti. Ed è proprio dai residenti che arriva un lucido ritratto della situazione con una lettera aperta al sindaco Ghinelli e al vicesindaco Gamurrini da Mario Rotta e Daniela Nardari, una casa in piena ZtlB in una strada in cui le auto non possono nemmeno passare, costretti a disagi quotidiani. «Di solito cerchiamo di parcheggiare al Cadorna, in area riservata; un permesso che si paga, peraltro. Se pieno, cerchiamo alternative.Ma a volte capita di tornare tardi e trovare solo qualche posto non convenzionale. Così è stato qualche settimana fa: abbiamo lasciato l’auto sui posti per i motorini, all’ingresso dell’area riservata del Cadorna, ripromettendoci di spostarla il giorno dopo. Ma abbiamo trovato una multa, già pagata. Anche se due giorni dopo, come per miracolo, gli stessi posti erano stati ridisegnati per le auto. Posti passati da 37 a 50, ben 13 in più!».

ROTTA E NARDARI puntano il dito contro le politiche «approssimative» dell’amministrazione. «Ci sono domande che ci piacerebbe porre – continua – perché in centro storico i posti riservati ai residenti diminuiscono costantemente mentre aumentano le aree per ciclomotori, carico e scarico commerciali o altre destinazioni? Perché ci sono così pochi posti e tanti permessi? Perché la Ztl A ha i varchi aperti solo in certe fasce orarie (sostanzialmente inutili) mentre l’accesso alla Ztl B per il carico e scarico è limitato a fasce che non corrispondono ad alcuna esigenza pratica effettiva? Perché ci sono parcheggi che potrebbero rappresentare una buona soluzione per i residenti (ad esempio Piazza del Popolo) invece destinati praticamente solo ai turisti? Perché ci sono parcheggi costantemente completi e altri (tipo Baldaccio o Mecenate) quasi sempre mezzi vuoti? Perché in centro, la sera, all’ora dell’aperitivo quando la città dovrebbe essere dei pedoni, centinaia di auto e moto scorrazzano e parcheggiano senza regole? Ci viene il ragionevole dubbio che si tratti di una strategia per mandare via i residenti dal centro storico, come se rappresentassero un fastidio per quel poco di turismo che c’è.

E in effetti il centro storico stia perdendo abitanti. Ma se così fosse non sarebbe solo una strategia discutibile. Sarebbe una catastrofe: perché tutti gli studi urbanistici più seri concordano sul fatto che sono i residenti che mantengono viva la città e i centri storici, che garantiscono con la loro presenza la vitalità del tessuto urbano e agli esercizi commerciali un flusso regolare di entrate, che mantengono le facciate delle case e dei palazzi e rendono bella la città. Chiedendo in cambio solo servizi essenziali: parcheggi, scaricare la spesa, le valigie, carrozzine e passeggini». Le soluzioni? «Restituire ai residenti Piazza del Popolo, indirizzare i non residenti verso Baldaccio o Mecenate, risistemare il Cadorna, riorganizzare Eden, Pietri e la cerchia delle mura, rendere più agevole la vita di chi abita in centro e a farci tornare le persone. Ridurrebbe il traffico e l’inquinamento, alimenterebbe il commercio, renderebbe la città più bella».