Arezzo, 13 gennaio 2018 - Riviviamo in cinque scene la grande paura del Casentino.

IL CROLLO. Sono passate da poco le 16 quando un boato scuote la piccola frazione di Val di Meta. E in un istante della palazzina restano soltanto macerie. Una palazzina di tre piani, una ferita che si apre nel cuore del Casentino più verde, devastata e "bombardata".

LA MOBILITAZIONE. Immediato scatta l’allarme: vigili del fuoco, carabinieri e ambulanze del 118 convergono verso il luogo dell’esplosione per portare i primi soccorsi. I vigili del fuoco intervengono da Arezzo, Bibbiena, Pratovecchio e San Piero in Bagno e dopo aver allertato anche le squadre di emergeza e il nucleo cinofili

I SOCCORSI. Gravissimi danni anche all’abitazione contigua: viene evacuata la famiglia che vi risiede, ci sono anche tre figli piccoli. Ma per fortuna tutti sono illesi. Il 118 arriva sul posto con un'ambulanza, un'automedica e il Pegaso che atterra a Chiusi della Verna.

LE GRIDA. Sotto le macerie c’è un uomo: chiama disperato i soccorsi, è rimasto incastrato sotto una trave ma riesce comunque a guidare le ricerche. I soccorritori, come avviene nei terremoti, dialogano continuamente con il ferito, ne seguono passo passo la voce, scavano a mano per non provocare altri crolli che potrebbero essergli fatale.

RIPORTATO ALLA LUCE. Finalmente l’uomo, dopo più di due ore e a prezzo di uno sforzo eroico, viene tratto in salvo. E’ un cinquantenne bosniaco che viveva da solo: Mustafà H. Non c'è l'applauso ma sembra davvero sotto traccia, come avviene in queste straordinarie operazioni di ritrovamento simile a quella vissuta a Val Di Meta,.