Arezzo, 18 giugno 2017 - Sono davvero una macchina schiacciasassi. Come la Juve, solo che loro le finali di Champions non le perdono. E allora Signora o Real: qual è la metafora più adatta a Santo Spirito che non si ferma più e dopo il triplete infila anche il poker? E’ un record dietro l’altro che cade. Ma soprattutto è un’egemonia che non si vede più chi possa interrompere. I due assi calati sul tavolo di una Giostra neppure brutta quanto piuttosto nervosa, frammentata, tecnicamente inferiore alle ultime, con due soli centri, quelli vincenti. In definitiva poco godibile, anche se dalle parti dei Bastioni godono, eccome se godono. Vediamo la serata col filtro del solito pagellone.

SCORTECCI E CICERCHIA 10 E LODE Al solito: perchè nessuno ha ancora inventato un punteggio più alto espresso in decimali. Ma basta a stento per descrivere la superiorità ormai immensa di questa coppia delle meraviglie. I marziani, gli Et, i mostri di Piazza Grande. Fino a un anno fa nell’alchimia di squadra c’era più profeta Elia e un po’ meno Gian Maria. Non vogliamo dire che le parti si siano invertite, ma ormai i due sono perfettamente intercambiabili. Affidabili entrambi al 200 per cento, con un tasso di fiducia che gli altri neppure sfiorano.

GIAN MARIA SCORTECCI 10 E LODE E’ lui che dà subito la prospettiva alla serata. Alla prima carriera, con un tiro che spiazza tutti gli altri e li costringe a correre di rincorsa, in affanno. Infatti nessuno tiene il ritmo. Il bello è che la Colombina può ormai permettersi di giocarselo come primo asso con la stessa sicurezza del collega. E quando al tiro di partenza per gli altri è subito notte, vuol dire che in piazza ha corso un fuoriclasse.

ELIA CICERCHIA 10 E LODE Stavolta il suo centro è leggermente meno nitido di quelli cui la sua classe infinita ci ha abituato. Corre però in condizioni difficili, per il disturbo dei figuranti di Porta Crucifera, uno dei quali infatti finisce espulso. Altri si farebbero saltare i nervi. Non lui, il cecchino implacabile.

FILIPPO FARDELLI 8 Rivista sullo schermo del computer, la differenza fra il suo 4 e il centro di Scortecci è davvero un’inezia, un refolo di brezza. Ma anche la fortuna sta dalla parte dei più forti. Lui, comunque, è in crescita, come Porta Crucifera.

ANDREA CARBONI 8 Di stima, perchè ormai quando va al pozzo serve solo spezzare la lancia e lui non ci riesce. Forse neppure ci prova.Ma il tiro è bello, a un passo dal cinque. Sulla via del ritorno fra i grandi.

ENRICO VEDOVINI 5 Alla fine si sfoga in maniera accorata. Non ne può più di correre per primo. Contava solo prendere il centro e stavolta gli va storta. Gli anni passano anche per i Re della Piazza e soprattutto qualcosa dentro Sant’Andrea non funziona più. La pressione dei ragazzini terribili e invincivili tiene gli altri sull’orlo di una crisi di nervi.

STEFANO CHERICI NG Sì, non giudicabile nonostante il tre finale non sia all’altezza. Ma corre all’ultima carriera, a tensione già scarica, quando servirebbe il miracolo dell’impossibile. Pure per lui gli anni cominciano a sentirsi.

ANDREA VERNACCINI 4 Non ripete il miracolo deli tre centri del 2016. Un brutto tre.

DAVIDE PARSI NG Non ripete gli sfracelli delle prove, ma tira nelle condizioni più difficili. Da debuttante a a Giostra già andata. Merita di essere rivisto.

EZIO GORI E MARCO GEPPETTI 10 E LODE Rettore e capitano guidano i gialloblù alla solita gara perfetta.

MARTINO GIANNI 10 E LODE Stratega che non sbaglia mai.