Arezzo, 15 novembre 2017 - L’ultimo arresto è di lunedì: un gambiano di 26 anni preso a Campo di Marte con la marijuana pronta per lo spaccio. Lo hanno catturato i carabinieri che così arrivano a una ventina di ammanettati solo negli ultimi tre mesi. Quanto alla polizia, non si va troppo lontani da vero ipotizzando che almeno un’altra ventina di pusher, forse di più, li abbiano catturati gli uomini della Mobile e quelli della Volante. Una quarantina di spacciatori ammanettati nelle zone più calde da quando la battaglia di strada fra nigeriani che il 13 agosto seminò il panico a Saione ha trasformato il problema della criminalità d’immigrazione in un’emergenza di ordine pubblico.

Le forze dell’ordine hanno preso sul seriola sfida lanciata da quella domenica in cui due bande di africani se le diedero fra i residenti che li guardavano dalle finestre. Droga. Dietro  c’è un cambio di marcia nella vendita di coca, eroina e «fumo».  I magrebini, precedenti padroni del mercato illecito, si tirano indietro dalla strada e lasciano la prima linea a una nuova micro-criminalità di disperati: nigeriani, gambiani, ghanesi.

Tunisini, marocchini e algerini fanno un passo di lato e si trasformano in registi del mercato, lasciando agli ultimi arrivati lo spaccio al minuto, nelle strade (a Saione ma non solo), nelle aree verdi semi-urbane (Campo di Marte  e giardini del Porcinai) e nel più grande dei grandi parchi cittadini, il Pionta. Gli immigrati di ultima generazione non hanno  i soldi per gestire in proprio lo spaccio. I magrebini cedono le dosi a credito e riscuotono una percentuale sul venduto.