Arezzo, 14 luglio 2017 - Il sindaco interviene sulle dimissioni del presidente dell'Istituzione Franco Scortecci. "Lungo e cordiale colloquio oggi pomeriggio nell’ufficio del sindaco, tra Alessandro Ghinelli e Franco Scortecci, circa la situazione di malessere palesata da quest’ultimo nella corretta interpretazione del suo ruolo di Presidente dell’Istituzione giostra del Saracino, nel recente passato.
     I problemi di tipo organizzativo che Scortecci ha sollevato, peraltro noti già prima della giostra di giugno, verranno affrontati in un incontro con gli uffici, che si terrà nei primi giorni della prossima settimana, e che auspicabilmente porterà al superamento degli stessi, riconducendoli alla loro reale essenza, rinvenibile nello stesso dettato statutario dell’Istituzione Giostra.
    Il sindaco, ricordando l’indiscutibile impegno di Scortecci nel suo ruolo di presidente, e facendo affidamento sul suo forte attaccamento alle istituzioni ed alla tradizione della Giostra, ha respinto le dimissioni".

Quindi? Scortecci, che pure le aveva definite irrevocabili, non chiude del tutto la porta. «Valuterò – si limita a dire – con senso di responsabilità le novità che matureranno, anche alla luce delle eventuali difficoltà legate all’imminenza della prossima edizione». Non è una ritirata: oltre non va ma è chiaro che solo la rimozione dei problemi di equilibri e rapporti con gli uffici potrebbero portarlo ad un ripensamento, magari solo per settembre.

«Ormai l'ufficio è a livelli tali che può fare comodamente a meno non solo del presidente ma anche del Cda». Franco Scortecci è sereno  ma il filo di amarezza viaggia mascherato da paradosso. "Nessun bluff,  in caso contrario non le avrei date». E la ragione è tutta lì. «Ho sofferto di gravi carenze di autonomia». Più o meno la stessa spiegazione data prima al sindaco, in una lettera spedita giovedì, e poi in un breve messaggio ai rettori.

«Ci sono riunioni alle quali non sono stato invitato o comunque non sono stato messo nelle condizioni di partecipare: penso a quella per definire il service Tv o a quella per la sicurezza in Prefettura. Segnali chiari». Nessuna parola contro il sindaco, anzi «la disponibilità a fare comunque la mia parte se ce ne fosse bisogno». Ma il cortocircuito è tutto lì, in quei famosi «uffici» ad alto livello.

Il problema di rapporti sembra concentrarsi negli equilibri con il direttore dell’Istituzione, Roberto Barbetti. «Era diventato difficile perfino convocare il consiglio di amminstrazione: alla fine ti chiedi se davvero c’è bisogno di te».  «Ma il rischio era quello di non partecipare alla fase decisionale e poi, agli occhi della gente anche giustamente, di essere chiamato a rispondere dei risultati». «Comunque nessun rancore: resto a disposizione e sono felice del lavoro fatto fino a qui. Credo che abbiamo fatto crescere la Giostra, era l’unica cosa che contava».