Arezzo, 09 febbraio 2018 - Maggiori controlli da parte degli enti preposti, con l’ausilio anche delle telecamere. A San Giovanni il fenomeno dei bocconi avvelenati, nell’ultima settimana, ha assunto contorni decisamente inquietanti, anche perché tutti gli episodi si sono verificati in Oltrarno. Nelle ultime ore sono quindi scese in campo l’associazione “Diladdarno” e l’Enpa del Valdarno. I volontari di “Diladdarno”hanno chiesto un giro di vite nei controlli per individuare chi posiziona esche avvelenate nel quartiere. Una presa di posizione maturata l’altra sera, durante un incontro che ha riunito il direttivo dell’associazione. “Diladdarno”, nata per raccogliere le esigenze della popolazione e portarle all’attenzione dell’amministrazione comunale, si è detta preoccupata per il ripetersi degli episodi.

“Il protrarsi di ritrovamenti di esche avvelenate è molto preoccupante – hanno detto i membri dell’associazione – non solo per i rischi per gli animali domestici, ma anche per quelli che potrebbero incontrare dei bambini mentre giocano negli spazi aperti. Facciamo quindi appello a chi di dovere affinché vengano effettuati controlli che permettano di eliminare eventuali esche ancora non ritrovate e allo stesso tempo siano di ostacolo ai vigliacchi che le posizionano ed al loro inqualificabile comportamento”. Intanto il fenomeno non si ferma. Un nuovo caso è stato segnalato martedì scorso nei pressi di piazza della Pace. Del pane fritto è stato infatti ritrovato in un giardino condominiale, sotto ad un albero. Inutile immaginare lo sdegno dei cittadini, che si sono sfogati anche attraverso i social network.

E l’Enpa Valdarno è tornata a chiedere maggiori controlli da parte, in questo caso, del Comune di San Giovanni. “Il problema è grave – ha detto Luigina Campedelli, in rappresentanza dell’associazione. Tra l’altro leggevo proprio ieri sera che episodi simili si sono verificati anche nei Lungarni a Firenze. Quindi si stanno allargando”. La Campedelli ha ricordato che l’Istituto Zooprofilattico deve ancora fornire i risultati delle analisi effettuati sui bocconi rinvenuti. Solo dopo i comuni interessati, nel caso specifico San Giovanni, potranno bonificare l’area e collocare una cartellonistica ad hoc. “Ci vogliono però maggiori controlli – ha aggiunto -. Al mondo d’oggi registriamo e filmiamo tutto. Utilizziamo le telecamere anche per questi gravi fatti”.