Arezzo, 13 febbraio 2018 - Dall'ipotesi ai fatti concreti. Federconsumatori potrebbe intentare un’azione civile nei confronti di Price Waterhouse, la società di revisione che ha certificato i bilanci di Banca Etruria. L’associazione, guidata ad Arezzo da Pietro Ferrari, ha affidato a un consulente la stesura di una relazione nella quale vengono evidenziate quelle che sarebbero state le mancanze della società di revisione.

In particolare, spiega Ferrari, «non sarebbero stati rispettati i criteri previsti dalla normativa sulla certificazione dei bilanci, a maggior ragione dopo le prime ispezioni di Bankitalia a partire dal 2010». L’iniziativa sarà spiegata nei dettagli stamani a Firenze in un incontro con i vertici regionali dell’associazione, anche se il percorso tracciato pare già abbastanza chiaro. In sostanza Federconsumatori non parte subito con un’azione giudiziaria, chiederà invece al giudice di nominare una consulente di parte, che assicuri terzietà, per verificare se da parte di PriceWaterhouse ci siano state queste mancanze.

Dopo il primo step, se ovviamente andrà in porto, ce ne sarebbe un altro, ovvero un tavolo aperto con la società di revisione per arrivare a una transazione. E soltanto se il tentativo non andasse a buon fine, allora si partirebbe con l’azione civile, forti della consulenza d’ufficio disposta dal giudice. Come si vede, svariati sono i passaggi, l’uno condizionato all’esito positivo di quello precedente, fino all’eventuale causa vera e propria.

«D’altra parte - spiega ancora Ferrari - la questione è delicata e sarebbe impossibile partire lancia in resta con il rischio di vanificare ogni sforzo e di pagare pure le spese». Comportamento determinato e allo stesso tempo prudente quello di Federconsumatori che tutela oltre duemila risparmiatori di Etruria azzerati dal decreto salvabanche del novembre 2015.

«Lo dobbiamo a tutta questa gente - insiste Ferrari - che siamo andati a rappresentare anche attraverso la costituzione di parte civile, oltre ad aver dato supporto concreto nella formulazione delle domande di risarcimento, sia forfettario all’80% che adesso attraverso lo strumento dell’arbitrato».