Arezzo, 11 agosto 2017 - La Consob sapeva. Sapeva fin dal dicembre 2013 quale fosse l’effettiva situazione di Etruria e a comunicarlo alla Commissione era stata direttamente Bankitalia. La questione non è di poco conto, di mezzo ci sono le sanzioni comminate a 33 ex amministratori, dirigenti, sindaci di Bpel per un totale di 2,7 milioni; multe che adesso potrebbero tornare in discussione. 

 Il procedimento sanzionatorio era stato infatti avviato da Consob nello scorso novembre e le proposte di multa notificate nell’aprile scorso. Si parte dunque dal 2016 e a molti è apparso subito evidente che Giuseppe Vegas e la sua commissione si erano mossi fuori tempo massimo, a prescrizione ampiamente maturata. Ma c’era un appiglio formale: Consob afferma infatti di aver ricevuto le lettere di Visco di richiamo a Banca Etruria solo nel maggio 2016, quando furono trasmesse dalla nuova gestione di via Calamandrei, quella nata dalla risoluzione del novembre 2015. Bankitalia, lo ricordiamo, aveva inviato una prima lettera il 24 luglio 2012 al vertice Bpel per metterlo sul chi va là: attenzione, perchè la situazione della banca è ampiamente deteriorata e se non vi muovete con una ripatrimonializzazione, potreste non essere in grado di procedere autonomamente. Poi una seconda, sempre a Etruria, del 3 dicembre 2013, è ancora più drastica: non state più in piedi da soli, dovete sposarvi con un altro istituto di elevato standing.

Ma adessoO spunta un nuovo documento, datato 5 dicembre 2013 e stavolta indirizzato a Consob da Bankitalia, con firma di Carmelo Barbagallo e Anna Maria Antonetta Carriero; documento protocollato da Consob in data 6 dicembre. «Si fa seguito alla nota a margine con la quale sono stati rappresentati a codesta Consob i fatti emersi nel corso degli accertamenti ispettivi... con un giudizio in prevalenza sfavorevole».

Bankitalia riassume poi alla Commissione «le iniziative di vigilanza adottate a dìfronte dei rilevanti profili critici emersi», tra gli altri «la scadente qualità del portafoglio... un’elevata assunzione di rischi... profili di di irregolarità». Bankitalia ritiene che Bpel non sia più in grado autonomamente di risanarsi e comunica a Consob di aver disposto la convocazione del Cda con all’ordine del giorno «l’integrazione della Popolare in un gruppo di elevato standing» e di procedere intanto a una serie di adempimenti stringenti. Insomma, Consob sapeva tutto.