Arezzo, 14 febbraio 2018 - Si maschera anche il bassotto. Fedele al suo padrone, non si tira indietro neanche nella notte di Carnevale. La notte delle maschere, che come tradizione invadono il centro.

Qualcuno raggiunge le discoteche tutte aperte come fosse venerdì. I più passeggiano e si divertono, trasformando il Corso in una piccola piazza San Marco. Coppiette, pronte a riprendere oggi a San Valentino, la veste degli innamorati. Ma anche intere famiglie.

Una ha babbo, mamma e due figli piccoli: tutti in maschera, due in carrozzina o passeggino. Perché forse amore è mascherarsi, almeno per una notte. Un tizio un po' stralunato sventola il cartello più frizzante del mondo: La fantasia al potere. Era stata anche la massima di una stagione di grandi speranze, parecchie tramontate: però ogni tanto trovi qualcuno che la ritira fuori dal cassetto e la sua figura la fa sempre.

C'è chi ha vestiti curatissimi, fino alla maschera traforata come nel film "Eyes wide shut". C'è chi si infila in testa una busta di carta, con gli occhi e la bocca. La fantasia al potere non guarda al perfezionismo, guarda almeno per una notte alla voglia di divertirsi.

C'è un gruppo di quelli storici della musica aretina, i "Musicanti del piccolo borgo": qualcuno mascherato, gli altri mascherati da se stessi. Però hanno lo spirito di suonare fuori, con i loro strumenti, per il Corso invece che su un palcoscenico come sanno fare alla grande. Una ragazza, lei sì in maschera, li affianca con un cartello stradale "Canto alla danza" e il classico "balla che ti passa", massima che se la batte con la fantasia al potere.

Una ragazza si affida ad una nuvola di puntini rossi sul viso, e bastano e avanzano per spezzare il grigio e nero della mantella o della sciarpa. Una coppia attraversa i Portici cavalcando un paio di dinosauri: perché se la fantasia va davvero al potere non c'è limite alla fantasia. C'è posto anche per la scimmia di Gabbani, e non poteva davvero mancare. Il bassotto se lo guarda un po' divertito: e forse si sente meno solo.