Arezzo, 12 ottobre 2017 - Si è conclusa con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale Ordinario di Arezzo ed eseguita da personale della Squadra Mobile, l’operazione “Il Casolare”. L’operazione di Polizia, iniziata nel mese di settembre 2016 con il monitoraggio di una cessione di cocaina ad un consumatore aretino da parte di una coppia di albanesi non identificati, ha portato gli investigatori della Questura a ricostruire i traffici di:  Avduli Erald nato a Berat (Albania) il 25 maggio 1991, in regola con le norme sul soggiorno, incensurato. Braho Aurel, nato in il 18 luglio 1974, in regola con le norme sul soggiorno, incensurato. Sali  Enklajd, detto Klajdi nato a Fier (Albania) il 6 agosto 1989, con precedenti per ricettazione e violazione delle norme per il permesso soggiorno, in regola con le norme sul soggiorno;  Shabanaj Artur, nato a Fier (Albania) il 9 luglio 1989, con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e maltrattamenti in famiglia, in regola con le norme sulsoggiorno. H.L. un albanese, classe 1990, in regola con le norme sul soggiorno, con precedenti per uso di atto falso e violazioni al codice della strada, nullafacente;

L’Avduli ed il Braho, oggi detenuti a seguito della condanna ad otto anni di reclusione per il traffico di sostanze stupefacenti accertato nel corso dell’indagine, erano stati arrestati dal personale
della Squadra Mobile aretina lo scorso 30 novembre 2016, per essere stati trovati in possesso di 6 panetti di cocaina purissima che avevano occultato all’interno di un casolare abbandonato nei pressi del cimitero di Cortona in quella località Creti . I due albanesi arrestati non erano, però gli unici ad essere finiti nel mirino degli uomini della Mobile. Gli investigatori avevano, già da tempo, ricostruito la rete di cessioni che i tre criminali, Sali, Shabanaj ed H.L., rimasto escluso dall’ordinanza di custodia cautelare, avevano organizzato nel capoluogo aretino: una fitta di rapporti che li legava a consumatori che venivano riforniti anche più di una volta al giorno. Le risultanze d’indagine, conclusa definitivamente lo scorso 19 giugno 2017, sulla base delle prove raccolte dalla Polizia di Stato, hanno così portato la magistratura aretina ad emettere l’ordinanza con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere per il Sali e lo Shabanaj, ritenuti
responsabili del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. I due albanesi, dopo essere stati rintracciati in questa provincia dagli investigatori, hanno ricevuto la notifica del provvedimento lo scorso 29 settembre 2017 e da allora sono reclusi presso la locale Casa Circondariale.