Arezzo, 17 mazro 2015 - Sarà l'effetto Masterchef, ma è partita la corsa ai fornelli. Sì perchè sono centinaia ogni anno gli iscritti ai corsi di formazione per alimentaristi e ristoratori, ma anche a quelli per semplici appassionati di cucina. Tutti vogliono fare lo chef. Ma anche il aprire un bar o lavorare nella ristorazione. Un settore che ancora in tempo di crisi non appare saturo, se è vero che solo nella nostra provincia, il 70% delle persone che scelgono questo tipo di formazione poi trova un impiego. Come dipendente, oppure aprendo la propria attività. Lo confermano anche all’Accademia del Gusto di Confcommercio che nella sede di via dei Cappuccini ospita docenti fra i migliori professionisti del settore e forma per hobby o per lavoro: barman, chef, pasticceri, macellai, panificatori, sommelier.

Piccoli Cracco crescono quindi e sperimentano in diretta, durante le lezioni, le tecniche suggerite dal docente. «I corsi che offriamo sono di tre tipi - spiega Stefano Orlandi, direttore dell’agenzia formativa di Ascom - ci rivolgiamo a giovani che vogliono imparare un mestiere o a persone che hanno perso il lavoro e intendono riqualificarsi, tra i profili più richiesti quelli di cuoco, pizzaiolo, cameriere di sala, barman. Poi abbiamo una fascia di corsi rivolti agli operatori per le aziende del settore ristorazione e pubblici esercizi. Ma esiste e va molto bene anche una terza categoria di corsi che non sono prettamente professionali ma dedicati ai privati che hanno passione per la cucina e la cultura del vino. Corsi che diventano anche un modo per rapportarsi con gli altri. Sono lezioni monotematiche su birra, vino, aperitivi, cucina, finger food, cake design, pasticceria». Così se la tv e la moda hanno contribuito molto a lanciare la cultura enogastronomica e a portarla alla ribalta, gli addetti ai lavori ricordano a chi sceglia la cucina come lavoro che comporta molto sacrificio. «Come lavorare sempre nei weekend e quando gli altri sono a divertirsi - continua Orlandi - di buono c’è che sia come dipendenti che aprendo una propria attività, il 70% delle persone che frequenta i nostri corsi professionali trova un’occupazione. Tv e programmi hanno contribuito negli ultimi anni a diffondere il fascino di questo tipo di lavori, ma aldilà del fenomeno di costume e di Masterchef, sono professioni di grande sacrificio e lavoro duro nel fine settimana. In ogni caso ancora il settore ristorazione riesce a dare prospettive occupazionali importanti sia come lavoro autonomo che come lavoro dipendete». Non solo l’Accademia de Gusto esistono anche i corsi dell’Associazione Cuochi di Villa Severi, con una media di 100 associati annui. La figura del cuoco in questi ultimi anni è cresciuta molto, tanto che anche come hobby adesso la cucina è molto gettonata. Lo conferma il successo di un’attività come il Social Cooking che ogni settimana insegna a non professionisti i segreti dei fornelli al ristorante Le Rotte Ghiotte di via Monte Falterona. Qui in 10 postazioni i partecipanti possono mettere le mani in pasta nelle divertenti lezioni con Susanna Cutini e lo chef Shady che terminano sempre in un contest finale di fronte alle telecamere di Teletruria.