Arezzo, 6 dicembre 2017 - Dalle immagini nulla emerge, dalle registrazioni audio invece sì. E’ su questo che si fonda, in buona sostanza, l’indagine che il pm Elisabetta Iannelli sta portando avanti nei confronti di una maestra di quaranta anni e di una suora settantenne, entrambe operative in una scuola materna privata cattolica che opera in una frazione del comune di Arezzo ed entrambe indagate per maltrattamenti nei confronti di bambini in tenera età.

La storia aveva preso piede più di un anno fa dietro le denunce di alcuni genitori che avevano dipinto un quadro tinte fosche di ciò che accadeva in quell’asilo. E immediata era scattata l’inchiesta, affidata alla squadra mobile della questura. Come succede in casi del genere, era indispensabile mettere la struttura sotto videosoveglianza per capuire cosa effettivamente succedesse lì dentro. Ma l’operazione non è riuscita in pieno.

Troppo vasti gli ambienti per garantirne la copertura completa, con ampi spazi interdetti all’occhio delle telecamera. I controlli, anche grazie a una proroga, sono durati a lungo, almeno trenta giorni, con esiti parziali. Dalle immagini, infatti, non risulta alcun maltrattamento fisico nei confronti dei bambini, di età fra i quattro e i cinque anni. Per intenderci: non ci sono le riprese di schiaffi, spintoni o tirate di capelli che purtroppo abbiamo visto in tv nei casi celebri di asili lager. Nulla di tutto questo. Ma nemmeno niente.

Insieme alle riprese video, sono infatti a disposizione della magistratura anche gli audio e dalle registrazioni verrebbero fuori intemperanze verbali e forse qualche insulto. Elementi che, da quanto ci risulta, avevano portato alla richiesta di una misura di interruzione del servizio, respinta evidentemente dal pubblico ministero Iannelli che ha invece imboccato un’altra strada.

Può questo essere considerato un quadro di maltrattamenti, sia pure solo verbali? E’ tutto da vedere e infatti a un anno dall’avvio dell’inchiesta il procedimento è ancora in fase di indagine. L’altro ieri si è svolta un’udienza davanti al Gip Giampiero Borraccia durante la quale il giudice ha disposto una perizia affidata alla psicologa aretina Veronica Andreini che ha a disposizione novanta giorni di tempo per parlare coi bambini e stabilire se siano o meno in grado di affrontare l’incidente probatorio.

In ogni caso l’eventuale esame potrà essere effettuato soltanto nei confronti della suora settantenne, assistita dall’avvocato Giovanni Borghi. Non così per la maestra, difesa dall’avvocato Lorenzo Pisano, a causa di un difetto emerso nel corso della procedura: per lei nessun coinvolgimento se ci sarà incidente probatorio anche l’ipotesi di accusa resta la stessa che per la suora, ovvero maltrattamenti sui bambini.