Arezzo, 13 gennaio 2018 - Nel mese di Novembre presso un esercizio commerciale di Camucia di Cortona, si presentavano due giovani di nazionalità italiana entrambi sui 20-25 anni, con forte inflessione dialettale siciliana i quali, dopo aver acquistato della merce pagavano con una banconota da 100,00 Euro. La proprietaria del negozio, intuendo che i soldi a lei consegnati fossero falsi, segnalava il fatto ai due ragazzi che però si davano velocemente alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Da subito il personale dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Cortona, eseguiva attività info-investigativa tesa all’identificazione degli autori del fatto-reato, anche in considerazione del fatto che nei giorni precedenti si erano concretizzate nel territorio altre spendite di banconote risultate false.

Le investigazioni sono state caratterizzate da riscontri univoci, coincidenti e concordanti emersi sia da attività puramente formali che da quelle tecniche effettuate tramite l’analisi di celle telefoniche che avevano interessato i luoghi ove si sono concretizzate le spendite. Inoltre il modus operandi utilizzato e la peculiare attività informativa condotta dai militari dell’Aliquota Operativa, consentiva di identificare negli autori del reato due fratelli di Monte San Savino di origini siciliane di anni 26 e 20 già noti alle Forze dell’Ordine, nei confronti dei quali la Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, nella persona della Dott.ssa Julia Maggiore, emetteva un decreto di Perquisizione Domiciliare.

Ulteriori servizi di osservazione, pedinamento e controllo dei soggetti permettevano di focalizzare il momento proficuo per eseguire l’atto coercitivo richiesto: era infatti risultato della investigazioni che i due fratelli fossero solo l’ultimo tassello di una rete ben organizzata che operava nel napoletano.

 

Si è quindi aspettato il ritorno dei due arrestati dalla Campania per procedere alla perquisizione, nel corso della quale veniva rinvenuta la somma in contanti di euro 15.000,00 in banconote da 50,00 euro, risultate false, trovate nella loro disponibilità e ben occultate in appositi spazi ricavati all’interno delle proprie autovetture.

I soggetti quindi venivano arrestati per spendita di banconote false in relazione all’art. 453 c.p. e portati alla casa circondariale di Arezzo a disposizione dell’A.G. procedente. Le indagini volte a cercare una “tipografia” dove sarebbero potute essere prodotte e successivamente smerciate altre banconote contraffatte, hanno dato esito positivo e si tratta di un’attività appena smantellata dai Carabinieri di Napoli.