Arezzo, 13 settembre 2017 - HA GIURATO ma non l’hanno visto in Pontida, come vuole la poesia di Berchet oggi desueta ma che sicuramente si studiava ancora a scuola quando Gianni Fruganti era studente. Più semplicemente, il nuovo presidente della sezione penale del tribunale ha giurato (lunedì), come vuole la legge, e si è insediato in carica, ereditando sì il prestigio della poltrona ma anche tutti i problemi di un tribunale (e dell’unica sezione penale) che rischiano di affogare sotto il peso dei fascicoli e del sotto-organico.

Sarà laprima emergenza con cui il nuovo numero uno, votato all’unanimità dal Csm, sia in commissione che al plenum, dovrà confrontarsi. I numeri allora. I giudici dovrebbero essere cinque più il presidente. In realtà, sono quattro con Fruganti: Angela Avila, Lucia Faltoni e Lombardo. Fra poche settimane arriverà il quinto, Giulia Soldini, dell’omonima dinasty delle calzature e figlia dell’avvocato Rossella Angiolini, ma non basterà a colmare i vuoti. Anche perchè c’è da riempire il buco lasciato da Fruganti all’ufficio Gip: lì di magistrati ne servono almeno tre e adesso ce ne sono due. Il compito di trovare una soluzione tocca al presidente del tribunale Clelia Galantino con la procedura del cosiddetto interpello, cioè di qualcuno che si offre per l’incarico. Tra le ipotesi che si fanno c’è di prelevare un giudice dal penale e la coperta già corta, diventerebbe cortissima.

ANCHE perchè sulla sezione presiediuta da Fruganti sta per abbattersi il ciclone Banca Etruria. Innanzitutto con la raffica dei processi per truffa istruiti dalla procura a carico di direttori di filiale e semplici dipendenti. Primo appuntamento il 21 settembre, davanti al giudice Angela Avila. Ma sarà solo un’udienza di smistamento, in vista di un rinvio che potrebbe far slittare tutto addirittura al prossimo giugno. Gli altri processi per truffa se li spartiranno equamente i magistrati in forza alla sezione penale, il che significa sovraccarico per tutti, anche se la prima sentenza farà probabilmente un minimo di giurisprudenza anche per quelle successive.

C’È POI il più che probabile maxi-processo per la bancarotta addebitata agli ex vertici di Etruria. Lì siamo ancora in fase di udienza preliminare, ma il rinvio a giudizio sembra uno scenario plausibile, almeno per i principali imputati. Nel caso, presidente del collegio giudicante sarebbe quasi di certo lo stesso Fruganti, al caso più difficile della sua lunga carriera (ha 62 anni). E’ in sofferenza intanto anche la sezione civile, che ha appena perso uno dei giudici più esperti Anna Maria Lo Prete. L’ex Gip ha preferito tornare al penale e ha ottenuto lo spostamento in corte d’appello, a Firenze. Quasi a pieno organico solo la procura, dove l’unico posto vuoto sta per essere coperto. Per paradosso, rischia di diventare un guaio pure quello: una procura al completo sforna infatti fascicoli che la sezione penale non ce la fa a smaltire. E’ una sorta di effetto alluvione: il fiume di carta a un certo punto si intasa. E straripa.