Arezzo, 7 febbraio 2018 - Se l'è cavata con l'obbligo di dimora ma senza custodia cautelare il pusher nigeriano che lunedì era stato arrestato dai carabinieri di quartiere a Pescaiola, con trenta dosi di eroina e una di cocaina. Nel processo per direttissima, il giudice Fabio Lombardo ha sì convalidato l'arresto ma non ha ritenuto di spedire in cella lo spacciatore, infliggendogli una misura meno afflittiva come l'obbligo di dimora. In sostanza il giovane dovrà firmare presso un posto di polizia e carabinieri per dimostrare di essere ancora ad Arezzo.

La decisione di Lombardo è in contrasto con quanto chiesto dal Pm d'aula, che su disposizione del suo ufficio aveva sollecitato proprio il carcere. Il malumore in procura è palpabile, tanto che già si parla di ricorso contro il verdetto del giudice. Il nigeriano, 24 anni, era stato preso nel pomeriggio di lunedì in via Alessandro Dal Borro, sotto il viadotto della tangenziale. Alla vista dei carabinieri ha cercato di liberarsi della droga nascosta in un fazzoletto ma non è riuscito a ingannare i militari.