Arezzo, 6 gennaio 2017 - Una sfida tutta al femminile, fin dal primo  momento, dal primo respiro del comncorso. Fino al filo di lana E' probabile ma tutti i risultati saranno su La Nazione Arezzo di oggi,domenica 7 gennaio. Alla chiusura eravamo già sull'orlo delle settemila preferenze. Una platea vastissima, del tutto idonea a garantire sulla qualità del risultato. Ricordiamo che un campione sarà designato dal voto popolare e uno dalla redazione.

I CANDIDATI. Non poteva mancare in testa, «miracoli» dell’ordine alfabetico, Gualtiero Bassetti, che solo pochi mesi fa è stato designato addirittura presidente della Cei. E per questo, oltre che per il suo legame con la Diocesi, l’Arcivescovo Riccardo Fontana gli ha chiesto di inaugurare il prossimo sinodo, naturalmente nel giorno della Madonna del Conforto. Poi in ordine sparso: è finalmente un palmares più femminile del solito.

Torna Silvia Ciarpaglini, un anno fa grande avversaria di Letizia Giorgianni per la vittoria, con il suo caravanserraglio di mercatini, pulci e tante idee. Debutta Maria Angela Franceschini, scienziata cortonese diventata famosa nel mondo. E sul filo del racconto spunta anche Natalia Cangi: presiede la commissione di lettura del premio diari, uno straordinario evento, che quest’anno ha premiato tra l’altro tre aretini dalla memoria di ferro e dal grande cuore.

E avanti: c’è Lisa Biancucci, studiosa ritrovatasi in Finlandia sotto i colpi dell’Isis, per il suo coraggio e insieme anche come simbolo di un anno difficile per tutto il mondo. Difficoltà che da sempre tappezzano la vita diIlaria Bidini, disabile, battagliera, attenta ai suoi diritti: e che per questo Mattarella ha nominato cavaliere della Repubblica. Non poteva mancare Jovanotti, il Lorenzo più famoso di Cortona: per il suo nuovo disco, per la scelta di registrarlo nella sua città, per il legame che dimostra ogni anno di più, da cittadino del mondo, alla sua terra.

E al suo fianco i Negrita, la furia del rock: si sono riaffacciati con il videoclip «Adios paranoia», l’assaggio del nuovo disco atteso per il 2018. L’industria schiera tre nomi forti. In testa Patrizio Bertelli: gli aretini magari vorrebbero prendesse in braccio l’Arezzo ma in compenso continua ad assumere e di questi tempi non è davvero poco.

Con lui Andrea Fabianelli, che ha appena concluso il suo mandato alla guida degli industriali della Toscana del sud: e Gianni Gori, marchio «Graziella», nel 2017 ha acquisito anche Braccialini. Ma è stato anche l’ennesimo anno della sofferta traversata da Banca Etruria alla nuova realtà: non può mancare il procuratore capo Roberto Rossi, protagonista delle inchieste sull’odissea aretina, fino alla recente audizione nella commissione parlamentare. Al suo fianco, nel lavoro e nel sondaggio, uno dei suoi sostituti, Marco Dioni, la cui linea vince prima nel caso di Fort Knox e poi nella sentenza di appello su padre Graziano.

Dal tribunale concorre anche il nuovo presidente della sezione penale Gianni Fruganti, un’altra nomina figlia del 2017. Nella griglia c’è Massimo Mandò, responsabile del 118, la trincea di mille interventi di soccorso e insieme l’uomo della denuncia sulle notti amare dell’alcol tra i giovani. La Giostra consegna i suoi leoni: Elia Cicerchia e Gianmaria Scortecci di Santo Spirito, Enrico Vedovini e Stefano Cherici di Sant’Andrea,vincitori tutti a colpi di 5 delle due edizioni dell’anno. E infine, un occhio la futuro: ecco Vanni Santoni. Tra i 12 del Premio Strega e a fine anno uscito con il suo ultimo libro. Titolo? «L’impero del sogno». Il sogno di farcela: magari, chissà, anche a diventare aretino dell’anno.