Arezzo, 7 dicembre 2017 - «C’è chi sta vendendo camere anche a trenta chilometri da Arezzo». Dall’associazione commercianti Laura Lodone misura da annila febbre al turismo, in particolare alberghiero. E forse per la prima volta, almeno nel periodo a cavallo tra novembre e dicembre, si ritrova a raccontare non il proverbiale deserto ma la cronaca delle ultime stanze libere. «Si spazia tra il 95% e il 100%: impensabile negli anni scorsi».

I confronti sono impietosi, anche se ancora fatti a spanne. Perchè il turismo, da sempre, i suoi numeri li snocciola non certo in diretta ma con diverse settimane di ritardo. E quindila fascia calda del fenomeno di Natale ancora non c’è, scattata in pratica a metà novembre, con la partenza anticipata, ma per fortuna non falsa, del mercatino tirolese. Da quel momento è iniziata anche la caccia alle camere. Difficile immaginare come il villaggio possa in qualche modo far aumentare i pernottamenti.

Se non attribuendone ilmerito anche alla rete dei tour operator, che in questi casi fala differenza. La fa in Alto Adige e comincia a farla qui, trattenendo perfino le comitive oltre il tempo utile per un panino allo speck o un pranzo dal sapore nordico. E c’è dell’altro: le prime indicazioni danno un tutto esaurito o quasi anche nella rete degli appartamenti. Qui ogni numero si fa più scivoloso: è un settore in parte invisibile se non addirittura sommerso e che il Comune sta tentando di riportare a galla attraverso la leva dell’informatizzazione. Però gli indicatori sono inequivocabili.

Se poi vai sul settore alberghiero le verifiche si possono fare a braccio: il circuito booking su sabato notte dà solo 11 strutture disponibili ma in genere con una o due camere, niente di più. E addirittura domani sera su sabato la quota scende a sei. Dati che in sè confermano come la prenotazione si stia spalmando ben oltre Arezzo: perchè se chiami e non sei un single incallito, difficilmente puoi accontentarti di una camera. E allora vai oltre.

Prova del fuoco? Se cerchi tra domenica e lunedì ecco tornare la solita infinita disponibilità di camere. Normale ma dimostra che il «termometro» funziona. E non a caso monitora non solo il febbrone da mercatino ma anche temperature più tiepide. Il mercatino c’è anche la settimana prossima ma per ora la rete di strutture va ben oltre quelle attualmente disponibili. Il segnale è che il ponte sta concentrando le attenzioni di una fascia molto ampia di visitatori.

La stessa pronta a voltarci le spalle per Natale. Da sempre non è mai una settimana ricca per gli alberghi aretini, il target italiano se può sta in casa. Invece l’asticella torna ad impennarsi a fine anno:la notte di San Silvestro indica dieci strutture disponibili, e appena 14 anche con la doppia notte, arrivando qui cioè il 30. Infine c’è l’indicatore dei prezzi.

«Quelli attuali – spiega l’esperta – danno il polso di una domanda tanto alta da far rincarare l’offerta». E’ Natale ma stavolta i nostri vecchi alberghi non regalano niente: e provano a mettere in cascina le provviste per quando riattraverseranno il deserto.