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Operazione riuscita al Meyer Il bambino non è in pericolo di vita Aperta un'indagine per accertare responsabilità del padre

Ancora in prognosi riservata

Al Meyer lo hanno già sottoposto ad una prima 'toilette chirurgica' per togliere una parte dei pallini di piombo che lo avevano raggiunto al volto

Il trasferimento del bambino sul Pegaso direzione Meyer
Il trasferimento del bambino sul Pegaso direzione Meyer

Arezzo, 10 febbraio 2012 - Sarebbe andato bene l'intervento al Meyer per rimuovere i pallini conficcati nel cranio del bambino G.S., che ieri è stato colpito dal fratellino con una 'rosa' di 13 pallini di piombo da caccia. Le sue condizioni sono stabili, anche se la prognosi resta riservata, ma non correrebbe pericolo di vita.

Intanto la Procura di Arezzo ha aperto un'indagine per accertare le cause e le responsabilità su quanto avvenuto ieri sera a Rigutino. La magistratura, assieme ai carabinieri, vuole capire se a carico del padre,
che comunque non ha al momento alcuna accusa formale, possa esservi il reato di omessa custodia.

Una prima ricostruzione dei fatti è stata fornita dal figlio più grande per cellulare alla madre, che, come il padre, non era in casa. L'arma si sarebbe trovata in un armadio. Gli inquirenti vogliono capire se l'armadio era aperto e se il fucile fosse eventualmente già carico, e, in caso contrario, chi lo abbia caricato.

Il bambino è stato trasportato in serata con il Pegaso, giunto da Grosseto, al Meyer di Firenze in coma farmacologico indotto, dove lo hanno gia' sottoposto ad una prima 'toilette chirurgica' per togliere una parte dei pallini di piombo che lo avevano raggiunto al volto. Le sue condizioni al momento risultano ancora molto gravi, la prognosi riservata non è stata sciolta, ma in giornata, se le condizioni fisiche lo consentiranno, il bambino verra' sottoposto a un nuovo intervento.

E' accaduto ieri intorno alle 18, in una villetta di Rigutino, dove il bambino stava giocando con il fratello maggiore di 12 anni, quando ad un tratto è partita una fucilata. Ben 13 pallini di piombo lo hanno raggiunto al volto e sono rimasti all'interno del cranio.

L' arma custodita in un armadio della casa, sarebbe del padre che in quel momento era al lavoro, cosi' come la mamma dei due bambini. A dare l'allarme al 118 sarebbe stato proprio il fratello maggiore, che avrebbe detto "ho sparato a mio fratello, e' stata una disgrazia", e poi la chiamata alla mamma che era ancora a lavorare in fabbrica.

Secondo le prime informazioni il fucile sarebbe l'arma da caccia del padre, ma a differenza di quanto scritto in precedenza, a raggiungere il volto del piccolo non sarebbero stati proiettili di gomma, ma ben 13 pallini di piombo della cartuccia.

Per accelerare l'operazione di trasferimento, l'ambulanza con a bordo il bambino è stata scortata dai carabinieri per raggiungere l'ospedale San Donato dove è stato indotto in coma farmacologico per trasferirlo all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

I carabinieri stanno cercando di ricostruire l'accaduto e le eventuali responsabilita' per quanto riguarda la presenza dell'arma, di proprieta' del padre dei due bimbi, in casa dove si e' verificato l'incidente.

IN AGGIORNAMENTO

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