Nelle case popolari di via Capitini, la droga usata era il metadone. Lei si è sentita male alle 9 di sera ma la chiamata al vicino è solo delle tre. Lui accusato di spaccio, omissione di soccorso e morte come conseguenza di altro reato
Arezzo, 9 febbraio 2012 - Si erano conosciuti al Sert, entrambi volevano uscire dalle loro dipendenze, insieme, la strada per togliere le gambe da quel pantano sembrava un pò meno in salita. Ma Maria Pietracci da quel cammino per disintossicarsi non ne è mai sortita. Ieri sera è stata stroncata da una probabile overdose di metadone e la dose probabilmente le sarebbe stata data proprio dall'amico.
Facciamo un passo indietro. L'amicizia tra Maria Pietracci, 57 anni e un uomo di 40 anni, era ormai consolidata anche fuori gli ambulatori del Sert. Spesso uscivano insieme e ieri sera avevano deciso di passare un pò di tempo nella casa popolare in cui viveva la donna.
Ma quella strada da percorrere insieme, dritta fuori dal tunnel delle droghe e dell'alcool, in un istante, ieri sera ha subito una tragica deviazione. Lui ad un tratto tira fuori dalle tasche del metadone, troppo grande la voglia di una dose. Ma proprio quella sarà letale per Maria.
Il malore alle 21, ma l'uomo lancerà l'allarme troppo tardi, solo alle 3 di notte, quando trova forse il coraggio di avvertire un vicino, una volta raccolte le forze e la consapevolezza di cosa era successo. Da quel momento si sentono delle grida provenire dalla casa e degli schiamazzi, solo a quel punto vengono avvertiti i carabinieri che giunti sul posto fanno la tragica scoperta.
Il giovane viene immediatamente arrestato. Su di lui pendono forti accuse: spaccio, omissione di soccorso e morte come conseguenza di altro reato. Ieri notte, in quella casa popolare si è spezzata una corsa, a due, verso la libertà.