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Caritas, tutto esaurito al centro di accoglienza Trentacinque gli ospiti anche per il grande freddo

La serata alla Madonna del Conforto

Prosegue la novena verso la grande festa del 15 febbraio: e la serata della Caritas è l'occasione di accendere i riflettori sulla relatà del centro di accoglienza. Ormai i posti sono esauriti. L'emergenza gelo ha il suo peso

Distribuzione di pasti a una mensa dei poveri (Reuters)
Distribuzione di pasti a una mensa dei poveri (Reuters)

Arezzo, 9 febbraio 2012 - C'è il tutto esaurito nel ricovero Caritas di via Fonte Veneziana. Trentacinque persone, ricavando nuovi spazi lì dove c'erano uffici o magazzini. La Caritas si rimbocca le maniche e prova ad arrivare dove non tutti arrivano.

Il grande freddo alla fine ha fatto breccia. Fino a qualche giorno fa la task force messa su da Comune, Caritas e Croce Rossa faticava a inseguire i senza tetto comunque convinti a dormire fuori. Perlustrazioni notturne. Ma anche segnalazioni della gente ma con gli operatori anticipati dal clochard di turno, quasi in fuga davanti agli aiuti.

Ma poi piano piano qualcosa è cambiato. E le stanze di via Fonte Veneziana, allargate per poter ospitare le potenziali vittime del grande freddo, sono diventate più ghiotte. Fino ai 35 casi delle ultime ore. E forse all'esigenza di andare un po' più in là, magari con l'ente pubblico chiamato a ritagliare nuovi spazi di accoglienza.

Intanto la Caritas sale alla Madonna del Conforto. E' la sua sera, in una novena che diventa una meta obbligata delle sere che precedono la festa. Ormai l'appuntamento si spalma da una parte all'altra della settimana e le luci della Cattedrale ogni sera rimangono aperte fino a tardi.

La Caritas ha affollato la cappella, arrivi da tutta la diocesi. L'omelia del Vescovo, che della Caritas è vicepresidente nazionale. E l'invito da parte del direttore don Giuliano Francioli ad andare oltre le emergenze: perché l'emergenza ormai è normalità, perché la richiesta è continua, perché ci sono risposte che devono arrivare tutti i giorni. In un clima che alimenta l'allarme: di qua per la crisi economica che stringe d'assedio le famiglie, di là per il freddo che provoca in queste ore bisogni di altro tipo.

Il taglio che il Vescovo sta dando alla Madonna del Conforto ormai è chiaro: occhi aperti sui bisogni, la sveglia caricata davanti alle nuove e vecchie povertà, anche sullo sfondo della visita del Papa.

Intanto la novena continua. Giovedì sarà il turno delle compagnie laicali e poi da venerdì del laicato, i gruppi e le associazioni, che già l'anno scorso avevano affollato la Cattedrale. Anticipando la grande partecipazione alla giornata dei giovani: mercoledì, con salita da San Michele al Duomo intorno alle 21, con le fiaccole, in una città che per allora potrebbe essere di nuovo coperta di neve.
 

redazione

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