Cinque ore di violenza su una 31enne brasiliana, protagonista un ragazzo di colore (ma italiano) di appena 24 anni. Lei riuscì a scappare all'alba e a rivolgersi alla vicina che chiamò i carabinieri
Arezzo, 7 febbraio 2012 - Cinque anni e tre mesi. E' la sentenza che il collegio presieduto dal giudice Mauro Bilancetti e composto dai giudici Gianni Fruganti e Piergiorgio Ponticelli, ha pronunciato oggi nei confronti di Richard Ciccarello, il 24enne di colore, ma italiano di cittadinanza, accusato di violenza sessuale nei confronti di una 31enne brasiliana.
I fatti risalgono al 9 maggio 2010, quando il giovane venne invitato dalla brasiliana ad una festicciola a quattro, con altri due ragazzi. Quando a mezzanotte e mezzo gli altri due giovani se ne vanno, Richard chiede di rimanere nell'appartamento della ragazza, ancora un pò, giusto il tempo di finire l'ultimo bicchiere di vino.
Ma in quel momento ha inizio l'inferno per la brasiliana, così come a suo tempo lei stessa aveva denunciato e come oggi, a distanza di un anno e mezzo, è stato avvalorato in tribunale. Cinque lunghissime ore di violenza sessuale. Ore infinite di dolore fisico e morale, inflitte con la forza di un animale spietato.
Poi la liberazione da quegli artigli crudeli, la ragazza scappa, riesce ad arrivare sul pianerottolo di casa, lancia l'allarme ad una vicina. Di lì a pochi minuti i carabinieri sono sul posto e immobilizzano il ragazzo, che è ancora lì su quel pianerottolo.
La brasiliana intanto era stata accompagnata all'ospedale di Montevarchi e da lì trasferita al Careggi, dove i medici accertarono la presenza di segni di violenza obiettiva, tali da confermare lo stupro.
Oggi la sentenza ha riconosciuto Richar colpevole del reato di violenza sessuale. A niente è servita la richiesta di assoluzione invocata dal suo avvocato, Alessandra Joseph che aveva cercato di portare in aula le prove che dimostrassero che quella sera si era consumato un rapporto consensuale.
Gaia Papi