I due volti della stessa medaglia di ghiaccio: oggi la mobilitazione che impedisce la paralisi, allora la paralisi che manda in fumo qualsiasi mobilitazione
Arezzo, 3 febbraio 2012 - Il bello della memoria è che non regge. Chiedetelo per esempio alle mamme: se si ricordassero il dolore straziante del travaglio saremmo un mondo di figli unici. E invece le famiglie crescono, perfino in una stagione dalla natalità zero.
E questo vale nel piccolo anche per la neve. Che oggi perde davanti alla mobilitazione di Comune, Provincia, Prefettura e forze dell'emergenza. Ma ieri vinceva. Vinceva a mani basse, senza neanche concederci il gol della bandiera.
Era il 17 dicembre del 2010. Una nevicata violenta ma complessivamente inferiore a quella di martedì notte. E che ci lasciò in bambola. Strade bloccate, raccordo trasformato in una bretella tra il nulla e il nulla. Camionisti inchiodati sullo Scopetone, automobilisti soccorsi con i viveri sull'orlo della morte per freddo.
L'autostrada trasformata in una prigione. Una prigione dove entravi e non sapevi quando uscivi. Con automobilisti impegnati per due giorni a tentare di resistere fermi su una carreggiata.
E poi un'emergenza trascinatasi a lungo, dalla strada al marciapiede, da un ghiaccio all'altro, sullo sfondo di una città che non riusciva a rimettersi in piedi. Guardate nel video un filmato di allora. Così, tanto per aiutare la memoria a ritrovare se stessa.
redazione