A 24 ore dalla neve tiene banco la protesta di chi è ancora senza luce e quindi spesso senza riscaldamento. Il racconto dell'ex presidente di Banca Etruria. "Telefoni, ti risponde un disco, nessuno ti risponde"
Arezzo, 2 febbraio 2012 - "E' una vergogna: ci trattano come bestie". Elio Faralli, presidente per una vita di Banca Etruria, si mette idealmente alla guida del popolo dei senza corrente. Quelli che da 24 ore non hanno luce e riscaldamento. Quelli che continuano a digitare il numero verde dell'Enel senza riuscire a mettersi in contatto con qualcuno.
"Viviamo alle Poggiola, mio figlio è a letto con la febbre. Capisco benissimo ci possano essere dei guasti ma nessuno ci mette in condizione di saperne qualcopsa. Al telefono ti risponde un disco, non riesci a metterti in contatto con un tecnico". Se non gli elettricisti, subissati di chiamate.
"Mi dicono che manca una terza fase, non possono essere gli elettricisti a intervenire. Speravo di vedere un comunicato dell'Enel, qualcosa che spiegasse. Niente".
I disagi sono quelli classici. "Siamo senza acqua, luce e gas. Stamani non ho potuto farmi neanche un caffè. Per aprire i cancelli abbiamo dovuto sciogliere il ghiaccio intorno ai cardini per aprire una campata. Non chiedo la luna, non sono abituato a farlo: mi bastava poter parlare con qualcuno che mi dicesse che sta lavorando per noi, risolveremo tutto appena possibile. E' questo silenzio che mi pare inaccettabile".
redazione