La tangenziale, il collegamento con l'Autosole e le direttrici d'accesso al centro sono state le priorità, poi si è passati alle vie di quartiere. Il lavoro di commercianti e marciapiedi per tenere puliti i marciapiedi a rischio gelo
Arezzo, 1 febbraio 2012 - Il caos di un anno fa, l'ingorgo sulla tangenziale, le lunghe filedi auto anche in centro sono ormai un ricordo, un incubo che stavolta non si è ripetuto. Sarà, magari, anche perchè la neve non è arrivata nell'ora di punta ma in piena notte, quando gli aretini dormivano e c'era il tempo di organizzare una prima risposta prima che si svegliassero. Del resto, in questo mercoledì all'inizio di bufera ma nel pomeriggio col sole, è uscito solo chi è voluto uscire o aveva necessità di uscire, non le decine di migliaia di persone sorprese nel dicembre 2010 nel pieno delle loro normali attività.
Palazzo Cavallo, comunque, era pronto ad affrontare l'emergenza, anzi ad aggredirla fin dalle prime ore in cui la neve ha cominciato a fioccare con insistenza ed è scattato il piano di sicurezza. Nella notte o dalle prime luci dell'alba un'ottantina di uomini a combattere nelle bufera, dipendenti del Comune o delle quindici ditte cui il piano neve affida le quattro zone urbane e le tredici extraurbane in cui è diviso il territorio. Ogni ditta o gruppo di ditte si è occupato di una porzione e quella doveva cercare di ripulire, quantomeno di consentire la circolazione di auto e pedoni.
Nel pomeriggio si sono aggiunte un'altra cinquantina di persone, operai o volontari, per un totale di 130 uomini impegnati a fronteggiare l'emergenza. E tutto sommato la città ja retto bene alla situazione critica, segno che la lezione del 2010 è stata imparata, sia dall'amministrazione pubblica che dagli aretini.
La priorità iniziale è stata di tenere pulita la tangenziale per consentire il collegamento con l'Autosole e con la grande viabilità extraurbana. Al secondo posto le direttrici d'accesso al centro, da via Vittorio Veneto e via Romama a via Fiorentina, da via Giotto a viale Santa Margherita e Setteponti. Obiettivi taggiunti già di prima mattina, tanto che il traffico, pur difficoltoso e ridotto al minimo indispensabili, non ha avuto intoppi particolari.
Nel pomeriggio si è poi passati ai marciapiedi, che sono un'altra emergenza. La notta porta con sè il gelo della temperatura sotto zero, il rischio è di risvegliarsi con marciapiedi in cui la neve è diventata ghiaccio e sono dunque diventati lastroni scivolosi e pericolosissimi per la salute.
Particolare impegno è stato dedicato al centro storico, dove le vie in maggiore pendenza, come Piaggia del Murello e via dei Pileati, sono state inizialmente chiuse, salvo poi ripulirle dalla neve in mattinata, come è successo anche in piazza Grande e soprattutto nel centro dello shopping, a cominciare dal Corso. Va sottolineato in proposito anche l'impegno dei commercianti, sia nel salotto buono che nei quartieri residenziali. In tanti hanno spalato la neve davanti alla loro vetrina e hanno gettato risetta o sale ritirati dai depositi comunali.
Ma l'emergenza non è affatto finita. Innanzitutto ci sono ancora decine e decine di vie da ripulire e poi c'è l'allarme ghiaccio che incombe con le gelate notturne. L'incubo è quello del 1985, quando la temperatura scesa sotto lo zero a picco subito dopo i fiocchi ghiacciò strade e marciapiedi per giorni e giorni. L'obiettivo è di evitare che succeda anche stavolta, visto che i meterologi sono sicuri: siamo nel pieno della settimana più gelida dell'inverno.