La provincia risale dal quarantacinquesimo al trentaseiesimo posto. Una conferma del ventottesimo attribuito dal Sole-24 Ore
Arezzo, 3 gennaio 2012 - E' una scalata come quella di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, quella che ha portato Arezzo a superare ben nove posizioni nella classifica della qualità della vita, «confezionata» da ItaliaOggi e dall’università La Sapienza, che hanno ufficializzato il passaggio dal 45° al 36° posto nella graduatoria nazionale. Un risultato inaspettato visto il vento che tira da queste parti, ma tutti gli indicatori messi in campo conducono ad un traguardo che sembra spazzare via tante, ma vedremo se è proprio così, preoccupazioni e incertezze.
E’ una conferma non nuova, se si tiene conto che anche il Sole24Ore, all’inizio di dicembre, sottolineava questa tendenza e addirittura posizionava la città del Petrarca nel 28° gradino. Resta però un dubbio, è Arezzo che cresce e migliora o sono le altre province e le altre città che peggiorano e attraversano periodi più bui? Secondo gli analisti gli aspetti comparativi non mancano, ma sono poi gli stessi parametri che fotografano con maggiore precisione la situazione locale e dettano legge.
Meraviglia il miglioramento dei parametri utilizzati per il settore «Affari e Lavoro», che recuperano tre posizioni rispetto all’anno precedente, quelli che affrontano i problemi del «Disagio sociale» e gli indicatori che attengono la «Popolazione» e gli aspetti demografici che si presentano alla ribalta con un poderoso balzo in avanti, di ben sette posti, Arezzo passa dal 48° al 41° piedistallo.
Tutto questo mentre «La salute» obbliga a rimanere stabilmente ancorati negli ultimi scalini della graduatoria (penultimo posto), il settore «Ambiente» e «Criminalità» al contrario impongono un passo del gambero, destinato ad annullare ogni ulteriore velleità.
Una foto particolarmente dettagliata illustra la situazione locale che tiene conto del portafoglio: cresce e raggiunge 1.065 euro la spesa mensile pro capite per i consumi degli aretini, che consente di posizionare la città al 58° posto (+5 rispetto allo scorso anno), cresce anche il valore aggiunto pro capite pari a 28.066 euro, che compie un poderoso doppio salto percentuale (+7,65%) e proietta la città ai vertici di quest’ultima classifica. Migliorano inoltre i volumi dei depositi pro capite pari a 12.955 euro, anche in questo caso i residenti guadagnano qualche punto, magari perché hanno spostato risorse dai fondi di investimento ai conto correnti.
Mettendo da parte il portafoglio, gli indicatori che misurano il livello di vita degli aretini confermano che hanno un basso consumo di risorse idriche, ma producono un bel po’ di rifiuti e un alto numero di autovetture, 66 ogni 100 abitanti. Spendono 7 euro a testa per gli spettacoli sportivi, ma solo la metà per quelli teatrali, mentre utilizzano altri 22 euro per intrattenimenti di varia natura, in compenso si prodigano un bel po’ per creare e partecipare ad associazioni ricreative, artistiche e culturali, ben 42 ogni 100 abitanti.
Piero Scortecci