Il tribunale del riesame dà ragione alla moglie del'ex Ad Samuele Landi, Laura Gallorini, che ha sempre sostenuto: l'immobile è mio, l'ho comprato con i soldi di una speculazione in borsa. Il marito: pronto a testimoniare in diretta video da Dubai
Arezzo, 24 giugno 2011 - Il castello di Policiano, sotto sequestro da un anno nell'ambito della bancarotta di Eutelia, torna a Laura Gallorini, moglie di Samuele Landi, ex amministratore delegato, in esilio a Dubai perchè inseguito da un ordine di custodia cautelare della magistratura romana sul crack di Agile. A decidere il dissequestro, accogliendo il ricorso presentato da Amedeo Di Segni, avvocato della signora, è stato il tribunale del riesame di Arezzo, in composizione esclusivamente femminile, con tre giudici civiiliste: Alessandra Guerrieri, Agnese Di Giriolamo e Carmela Labella. Non si conoscono le motivazioni, ma sembra ragionevole ipotizzare che il collegio abbia dato ragione a Laura Gallorini, la quale ha sempre sostenuto che il castello era suo e non c'entrava niente con la bancarotta. "L'ho acquistato - diceva - con i soldi di una speculazione in borsa sul titolo Eutelia". Il valore della dimora, una quarantina di stanze immerse in un parco di 11 ettari, è di circa 8 milioni.
Si scioglie così l'intrigo castello di Policiano, anche se la procura che continua a sostenere come la famiglia di Samuele Landi lo abbia comprato con proventi illeciti (quelli della bancarotta Eutelia) e la moglie dell'ex Ad, Laura Gallorini che invece dice: l'ho comprato con i miei soldi, quelli ottenuti da una speculazione di borsa sul titolo Eutelia. Questione che torna d'attualità dopo che il tribunale del riesame è tornato a riunirsi martedì, composto da tre giudice donne: Alessandra Guerrieri, Carmela Labella e Agnese Di Girolamo. Udienza in camera di consiglio resa necessaria dall'annullamento in cassazione di una precedente decisione del tribunale del riesame, con altra composizione, che aveva detto no al ricorso di Laura Gallorini contro il sequestro del castello, deciso un anno fa dal Gip Simone Salcerini su richiesta del Pm Roberto Rossi.
I giudici del Palazzaccio hanno ritenuto non sufficientemente motivata l'ipotesi di reato sulla quale si erano basati i colleghi aretini, cioè quella del concorso esterno nella bancarotta fraudolenta di Eutelia. Ma il Pm Rossi non molla di di certo e di fronte alle tre giudici donne è tornato a sostenere la sua vecchia tesi del castello acquistato con denaro proveniente da un reato. Se Laura Gallorini, sostiene, ha potuto vendere le azioni Eutelia al massimo della quotazione, è stato perchè il titolo saliva grazie ai falsi in bilancio imputabili anche al marito. Altrimenti, se si fosse saputo tutto, la quotazione sarebbe crollata. Il tribunale si pronuncerà nei prossimi giorni.
Intanto, l'avvocato Amedeo Di Segni, legale dei coniugi Landi, lancia un'altra provocazione: Samuele è d'accordo con me, dice, ed è pronto a intervenire in videoconferenza da Dubai nel processo contro di lui per bancarotta fraudolenta che si aprirà in autunno. In Italia l'ex Ad non può tornare perchè è inseguito da un ordine di custodia cautelare della procura di Roma per il crack di Agile.
Redazione