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Prete inneggia
a Himmler
Poi firma l'abiura

Nel bollettino parrocchiale dopo tre furti: Himmler doveva fare di più. Scandalo a Rigutino. Poi dice: provo vergogna

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Don Virgilio

Rigutino (Ar), 13 gennaio 2011 - Non volava una mosca ieri mattina nel palazzo vescovile. Non volava una mosca e se anche si fosse messa a volare forse sarebbe stata schiacciata in fase di decollo. Perché hai la netta impressione che l’Arcivescovo Riccardo Fontana, se proprio dovesse cancellare una delle sue giornate aretine, forse sceglierebbe proprio la sveglia di ieri. Una sveglia brusca, scorrendo il bollettino parrocchiale di Rigutino. E poi, ti immagini, in un confronto durissimo con il parroco, don Virgilio Annetti (nella foto).

Vittima di un paio di furti forse a opera dei Rom: ma poi colpevole di aver levato nei loro confronti parole da incubo. "Himmler dette l’ordine di aggiungere ad ogni convoglio di ebrei un vagone di rom: ma perché uno solo invece di due?". Parole sanguinose, allucinanti e delle quali lo stesso prete, e ci mancherebbe altro, si è pentito e strapentito, come confessa nell’intervista a fianco. Ma che sono scritte nero su bianco sul giornalino consegnato alle famiglie, a Natale addirittura. No, non volava una mosca ieri nel palazzo vescovile. Ma in compenso sono volate le parole del Vescovo. "Al parroco di Rigutino, convocato e ammonito per le dichiarazioni rese e gli interventi pubblicati, è stato chiesto di rimediare al male fatto, domandando perdono per le dichiarazioni inaccettabili in ogni uomo dabbene e tantomeno in un pastore della chiesa cattolica, che ha in ogni circostanza il dovere di insegnare ai fedeli la sana dottrina".

 Parole d’acciaio, ed è solo un passaggio della nota di curia. Il vescovo non la firma di suo pugno ma capisci che non c’è una riga, non c’è una parola che non venga da lui. E che probabilmente abbia soppesato pur di non essere ancora più duro. Anche perché don Virgilio non è solo il parroco di Rigutino: no, è anche il responsabile dei beni culturali e dell’arte sacra della Diocesi. Un incarico che era agli sgoccioli, essendo in fase di trasformazione un po’ tutti i ruoli della vecchia Curia Bassetti. Ma che questo pauroso scivolone non potrà far altro che accelerare.


Anche se per ora non ci sono provvedimenti immediati. Se non una ritrattazione che il prete ha dovuto firmare, precisa la nota, davanti al Vescovo Fonttana e al Vicario generale, monsignor Giovacchino Dallara. Inequivocabile. "Nell’ultimo numero di Vita Parrocchiale, commentando alcuni furti che sono avvenuti in parrocchia, in un momento di sconforto ho usato espressioni gravemente offensive verso i fratelli Rom, le quali, oltre che ingiuste, sono radicalmente contrastanti con i principi cristiani di carità e rispetto della persona umana. Inoltre esse sono in piena contraddizione con la mia vocazione di sacerdote a servizio della chiesa e alla sequela di Cristo".

 
Un 'j’accuse' in piena regola, come se la chiesa preferisse prima di decidere alcunché dare al suo prete la possibilità di uscirne intanto anche da solo. "Rileggendo quel testo provo vergogna e rammarico non solo per quello che ho scritto ma anche per averlo inviato alle famiglie della mia parrocchia, che anche attraverso il giornale devo educare alla carità e alla misericordia". Quello che doveva essere al posto di quello che è stato. "Pertanto chiedo scusa ai miai parrocchiani e alla mia chiesa locale ed esprimo la mia piena solidarietà verso le comunità dei Rom e verso tutti i migranti e gli stranieri che vivono in Italia e che attraversi il pluralismo di lingue, culture, religiosi sono una ricchezza per la nostra comunità".


Quello che Fontana dice e ripete dal primo giorno ad Arezzo, firmato dal suo prete, nel giorno più duro. Sullo sfondo di un’amarezza ai confini con la rabbia. "La chiesa dicoesana ha appreso con dolore — dice il testo — delle sue dichiarazioni e si dissocia completamente dagli argomenti adoperati e dall’utilizzo improprio e offensivo dei tristissimi atti storici evocati". Nella certezza di muoversi su una direzione indicata molto più in alto. "Si rimarca la totale dissonanza con la dottrina della chiesa e la posizione della Santa Sede". Come dire che don Virgilio con quell’uscita non ne ha azzeccata proprio una, neanche per sbaglio. Rischiando di rimettere in discussione in un colpo solo anni e anni di sacerdozio. Che pure non erano stati privi di polemiche.

Dal testa a testa sulle sepolture islamiche alle rievocazioni del 'Viva Maria'. Passaggi allora contestati ma che certo erano rimasti lontani, lontanissimi dalle righe di quel bollettino. Dall’evocazione di Himmler, il comandante delle forze di sicurezza e poi ministro degli interni della Germania nazista, l’uomo che organizzava i genocidi preoccupandosi solo che non saltasse l’equilibrio psichico dei carnefici. Evocato per il furto di qualche centinaio di euro e di una macchina fotofragica. E’ vero, lì dentro c’era un anno di ricordi di una parrocchia. Ma forse don Virgilio avrebbe fatto meglio a regalargliela quella mnacchinetta. E chissà, oggi lo farebbe sul serio pur di cancellare il suo bollettino parrocchiale.

di ALBERTO PIERINI


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