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Svolta nel caso Eutelia
I Landi patteggiano? Maxi-risarcimento

Gli avvocati di famiglia chiedono al gip il rinvio: valutare riti alternativi. Ipotesi transazioni da decine di milioni di euro

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L'avvocato Ennio Amodio
L'avvocato Ennio Amodio

Arezzo, 20 ottobre 2010 - È tempo di trattative e non di udienze preliminari nel caso Eutelia, di scenari come il patteggiamento e non di rinvii a giudizio, di transazioni e non di battaglie all’ultimo euro fra gli accusati e il gigante telefonico di via Calamandrei di cui molti di loro furono dirigenti e i Landi restano ancora i maggiori azionisti. Ecco perchè l’appuntamento di domani nell’aula del Gip Anna Maria Lo Prete, prosecuzione dell’udienza preliminare aggiornata in luglio, si risolverà quasi sicuramente in un pro-forma: giusto il tempo di prendere atto della richiesta di slittamento che ieri è stata avanzata ufficialmente all’ufficio Gip dagli avvocati Ennio Amodio e Massimo Bassi. Il tema che sta alla base della proposta di rinvio è esplicito: valutare, scrivono i legali, la possibilità di riti alternativi.

 Detto in soldoni, di un eventuale patteggiamento accompagnato da un maxi-risarcimento ad Eutelia: probabilmente nell’ordine delle decine di milioni di euro. Transazione dalle dimensioni mai viste nella storia giudiziaria aretina e raramente anche nei grandi scandali finanziari nazionali, da Parmalat a Cirio o a Banca Popolare di Lodi. L’ipotesi del Pm Roberto Rossi, protagonista di una clamorosa inchiesta partita con un altrettanto clamoroso blitz (era il giugno 2008) nelle sedi di Eutelia, nelle case dei Landi e persino negli aerei della flotta aziendale, è semplice.

Dai bilanci sarebbero stati sottratti 66 milioni per la cessione fittizia del ramo di azienda Voiceplus (già falso in bilancio) e 33 milioni (già appropriazione indebita) attraverso spericolate triangolazioni di denaro con società rumene e bulgare che facevano da sponda ai Landi: i soldi in sostanza partivano da Arezzo per approdare in Svizzera dopo passaggi fittizi per Bucarest e Sofia.


Bene, questo scenario si è già trasformato all’ultima puntata dell’udienza preliminare di giugno in un’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta (in giugno è arrivata la dichiarazione di insolvenza per Eutelia) a carico di Angiolo Landi, ex presidente, ultimo rappresentante della prima generazione della famiglia, del nipote Samuele, già amministratore delegato, dei fratelli di questi Raimondo ed Isacco, di Alessandro (figlio di Angiolo) e Sauro (figlio di Raimondo).


Finora la famiglia e gli altri imputati (nove in tutto, fra cui ex dirigenti del gruppo e l’avvocato svizzero Pier Francesco Campana, regista delle operazioni in territorio elvetico) avevano negato tutto con decisione e avevano ingaggiato un avvocato di grido e da battaglia come Ennio Amodio (già legale di Berlusconi), a fianco di Alessandra Cacioli. Ora, un po’ a sorpresa, e soprattutto dopo che sui Landi sono state aperte altre inchieste a Milano e Roma (ordine di custodia cautelare per Samuele, latitante a Dubai, e arresto per Isacco), questa svolta che può preludere a un drastico mutamento di strategia.


Il patteggiamento sarebbe un modo per limitare i danni, anche perchè estinguerebbe altre eventuali ipotesi di reato in un’inchiesta di cui il Pm Rossi sta avviando la seconda fase. Una sentenza tombale insomma. E tuttavia non si possono patteggiare pene che vadano oltre i cinque anni. Nel caso dei Landi, invece, le condanne di un processo potrebbero arrivare fino ad otto, il che escluderebbe questo rito alternativo. Ma c’è un escamotage, quello di ottenere le attenuanti che valgono da sole quel terzo di sconto che consentirebbe di rientrare nei termini. E fra le attenuanti c’è il risarcimento del danno. Di qui la trattativa che è aperta in questi giorni fra i legali dei Landi (manca Samuele, rappresentato da un’avvocatessa fiorentina, Cristina Moschini, l’atteggiamento dell’ex uomo forte di Eutelia è ancora incerto) e i commissari aziendali nominati dal tribunale. Il cuore della discussione riguarda ovviamente l’entità della transazione. Che teoricamente può andare da una decina di milioni fino al totale dei 90 milioni ipotizzati come «buco» dalla procura.

Probabilmente si tratta su una cifra intermedia: non troppo poco perchè il Pm potrebbe non prestare il consenso, ma neppure l’intero.  Conviene un accordo del genere ai Landi? Molto dipende dalla somma ed è per questo che tutto è ancora in mare aperto. Il tempo guadagnato con il rinvio consentirà di approfondire le questioni cruciali. Quanto agli imputati minori, alcuni, come Marcello Pallini, difeso da Luca Fanfani, che hanno capi d’accusa abbastanza recenti, potrebbero accodarsi al patteggiamento. Agli accusati cui vengono contestati reati più lontani nel tempo (ce ne sono che risalgono al 2003-2004) fa comodo invece far passare il tempo e le fasi di giudizio: per loro la prescrizione è quasi dietro l’angolo.

salvatore mannino


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