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Eutelia, scure del Gip
sulle parti civili
Fuori 800 lavoratori

Ammessi un centinaio di piccoli azionisti. Cambia il capo di imputazione: ora è di bancarotta fraudolenta

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Manifestazione dipendenti Eutelia (Foto Cristini)
Manifestazione dipendenti Eutelia (Foto Cristini)

Arezzo, 31 agosto 2010 - Doveva essere il giorno della prima rivincita sui manager che (dicono loro) li hanno messi in mezzo alla strada, diventa il giorno della delusione per i lavoratori Agile-Eutelia che si presentano in massa davanti al tribunale ma poi sfollano in un silenzio mesto quanto significativo. Il Gip Anna Maria Lo Prete, il giudice dell’udienza preliminare per la bancarotta di Eutelia, non li ammette alla costituzione di parte civile nel processo e sono ottocento persone che vengono cancellate con un tratto di penna da quello che avrebbe potuto diventare un dibattimento monstre (quasi mille parti civili) e che invece torna a dimensioni più modeste. Il che non toglie che non basteranno comunque le aule del palazzo di giustizia quando l’udienza riprenderà il 21 ottobre. Vengono infatti ammessi come parti civili un centinaio di piccoli azionisti, capeggiati dall’avvocato Alessandro Liberatori: se mai dovessero presentarsi tutti insieme non ci sarebbe spazio capace di ospitarli.

 

Ci vorrebbe un piazzale, come quello della «Vela» in cui ieri mattina si sono concentrati i dipendenti Agile con tutto il loro colore: le magliette nere, gli slogan, qualcuno il figlioletto tenuto per la mano. Clima da happening, nonostante la pesantezza della situazione di gente che non riscuote da mesi o addirittura è senza lavoro, ma dura poco. Perché il giudice Lo Prete arriva alla terza puntata dell’udienza preliminare già munita delle quattordici pagine di un’ordinanza preparata con puntiglio nei giorni trascorsi dall’ultimo appuntamento, il 22 luglio. Il Gip ritiene che i reati eventualmente commessi dai sei membri della famiglia Landi e dai loro collaboratori sotto accusa non danneggino direttamente i lavoratori Agile. Come a dire che manca il presupposto del danno immediato richiesto per l’ammissione alla costituzione di parte civile. Di qui la decisione di escludere sindacati e dipendenti. Il giudice non lo dice esplicitamente, ma il senso è evidente: c’è un’altra inchiesta aperta a Roma, direttamente sul filone Agile-Omega, i lavoratori se vogliono possono chiedere di essere risarciti in quella sede. Se e quando si arriverà all’udienza preliminare e al processo, fra un paio di anni (attualmente siamo ai primi passi, con gli otto arresti che risalgono all’inizio di luglio).

 

Gli avvocati dei dipendenti Agile e del sindacato (Fiom-Cgil), fra i quali c’è anche l’ex Pm della strage di Bologna Libero Mancuso, sfilano via con le facce decisamente scure. Non lo dà a vedere, come al solito, ma di certo non è soddisfatto neppure il Pm Roberto Rossi, che si era pronunciato a favore dell’ammissione delle parti civili Agile. Conservano il loro aplomb anche gli avvocati difensori, a cominciare da Ennio Amodio, già legale di Berlusconi, e Alessandra Cacioli, storica legale dei Landi. Per loro tuttavia è una vittoria importante. L’ordinanza del Gip ricalca nella sostanza le loro argomentazioni. Nel cuore delle accuse non cambia niente, ma è comunque una soddisfazione.

 

L’ultimo atto della giornata tocca al Pm Rossi ed è la famosa modifica del capo di imputazione, che cancella i reati di appropriazione indebita e falso in bilancio sostituendoli con quello più grave di bancarotta fraudolenta (con associazione a delinquere), conseguenza dell’insolvenza di Eutelia dichiarata a inizio giugno. La contestazione riguarda solo i sei Landi (Angiolo, Samuele, Raimondo, Isacco, Alessandro e Sauro) ma non gli imputati minori, difesi fra gli altri da Luca Fanfani e Stefano Lusini. Questi ultimi rischiavano il concorso, ma per una questione procedurale in quel caso il Gip avrebbe potuto restituire gli atti alla procura perché si ricominciasse daccapo. Il Pm Rossi ha preferito imboccare la corsia veloce, quella che porta al processo nel 2011. Nell’aula del tribunale anche i lavoratori Agile potranno tornare a farsi sotto, chiedendo di nuovo l’ammissione alla costituzione di parte civile negata dal giudice Lo Prete.

di SALVATORE MANNINO


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